Gioco
«Il Festival coinvolgerà tutta la città» Parola del direttore artistico Battistelli
Presentato ieri il cartellone del Pucciniano: ci sarà anche un concerto sulla spiaggia con le stuoie e le arie di Puccini
IL PROGRAMMA
Sarà il primo festival Pucciniano di un nuovo corso, quello del neo direttore artistico Giorgio Battistelli che ha presentato ieri il cartellone della 66esima edizione della rassegna dedicata al grande Maestro Giacomo Puccini. Tanti elementi di continuità e molte le novità. A partire dall’apertura con una Tosca, nell’allestimento di Carlo Centolavigna e i costumi della Fondazione Cerratelli. Ma con un elemento di discontinuità: la regia verrà curata dalla talentuosa Stefania Sandrelli, viareggina di origine, che si mette per la prima volta alla prova alla drammaturgia.
Altro elemento di grande novità è l’apertura del 12 luglio; un’occasione mai vista prima: un concerto sulla spiaggia con le arie delle opere in cartellone. “Le voci della luna sulla spiaggia” verrà condotta dalla voce di Stefano Massini scrittore, drammaturgo e attore italiano che racconterà la storia e i personaggi dei componimenti. Manon Lescaut, La Bohème, Tosca, Madama Butterfly e Turandot. Il concerto-spettacolo verrà presentato sulla spiaggia del Beach Stadium e avrà come quinta naturale il mare di Viareggio. La direzione musicale sarà di Alberto Veronesi.
Queste le opere presentate: Tosca (14, 24 luglio e 2, 21 agosto), Turandot (18, 31 luglio e 8, 16 agosto) Manon Lescaut nel nuovo allestimento prodotto in collaborazione con il teatro del Giglio di Lucca (25 luglio e7 agosto), La Bohème (1, 9. 22 agosto), Madama Butterfly (14, 23 agosto
«In trent’anni la musica sinfonica sarà estinta - ha detto Battistelli alla presentazione del Pucciniano - la cultura deve essere in sintonia con l’idea presente che modifica la percezione del mondo. Per questo è giusto che il Festival esca dalla sua sede naturale, il teatro di Torre del Lago, e coinvolga tutta la città. Lanciando ponti verso realtà limitrofe come Lucca, Pisa e Livorno».
E ha continuato: «È stato un piacere lavorare queste quattro settimane per trovare modi diversi per proporre il festival. Il teatro per sua natura è un organismo vivente e dinamico e una delle sue funzioni è offrire delle domande piuttosto che dare risposte. Non si può permettere di essere fermo: deve proporre. Abbiamo definito contenuti precisi perché abbiamo condiviso con tutte le istituzioni e gli enti».
Sul cartellone spiega: «È un programma unito che ha una fisionomia precisa e che si propone come linea guida del futuro. Cinque titoli, 15 recite. Vorremmo che fosse ancora più dinamico. Intorno al corollario del festival consueto abbiamo creato altre manifestazioni: un omaggio a Fellini, e a Maderna. Presenteremo fuori dal teatro il suo Satyricon utilizzando giovani cantanti: è una nostra produzione in collaborazione Auditoriun Roma.
Il futuro del festival? «Attento e ramificato sul territorio con l’ambizione di essere internazionale. Senza temere il localismo: un luogo ristretto con la volontà di essere aperto. Dobbiamo dare una visione: una direzione. Rassicurante? Consolatoria?». —
Cesare Bonifazi
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