Attenzione
Classe senza lavagna elettronica, il Comune comprerà le staffe
Ieri mattina riunione in municipio tra la dirigente e l’assessore Marcello Pierucci «Adesso bisogna attendere solo i tempi di spedizione, operai già allertati»
CAPEZZANO. Adesso si contano i giorni. Noi avevamo cominciato a contarli, ad oggi sono 154, quelli che sono passati da quando la dirigente della Secondaria Rosso di San Secondo di Capezzano ha inviato un’email all’amministrazione comunale per chiedere che venisse installata una lavagna elettronica in una classe.
Da settembre la Lim (così si chiama in gergo tecnico il dispositivo didattico) è shiusa in una scatola senza che gli operai possano montarla perché mancano le staffe, necessarie per appenderla e metterla in sicurezza.
Adesso si contano i giorni, dicevamo; già, perché in una riunione in municipio la dirigente Nadia Ambrosioni ha incontrato l’assessore ai lavori pubblici Marcello Pierucci. Il vice di Alessandro Del Dotto ha rassicurato la scuola dicendo che l’amministrazione si prenderà carico della questione e che ordinerà i pezzi mancanti per l’installazione. Pare che gli uffici comunali, già nella giornata di ieri, si siano attivati per fare in modo che questo accada. I pezzi dovrebbero partire a brevi. Quindi l’attesa riguarda in primo luogo i tempi di spedizione che dovrebbero durare al massimo una settimana/dieci giorni.
Dal Comune fanno sapere che gli operai sono già stati allertati e che, «non appena arriveranno i pezzi mancanti, la lavagna verrà immediatamente montata». La stima sembra quindi sfiorare al massimo una quindicina di giorni. Tanto dovranno resistere gli alunni prima di avere la lavagna che aspettano dall’inizio dell’anno scolastico.I disagi infatti dovranno continuare ancora per un po’: adesso la classe sta lavorando con una lavagna con i fogli di carta e i pennarelli perché la lavagna classica, quella nera per intendersi, non può essere utilizzata in quando c’è uno studente che è allergico al gesso.
Ma per arrivare a questo risultato ci sono voluti mesi: la preside ha inviato la prima email a settembre, prima che l’anno scolastico iniziasse. Ma la situazione, malgrado i solleciti e le proteste, si è smossa solamente intorno alla fine di gennaio quando un gruppo di genitori arrabbiati ed esasperati dal continuo rimpallo di responsabilità, si è presentato nell’ufficio dell’assessora alla scuola Sandra Galeotti affinché la situazione si sbloccasse. L’assessora ha preso a cuore la questione e l’ha portata avanti passando la palla a Pierucci che ha immediatamente convocato la dirigente la quale ha detto: «Ci stiamo muovendo per trovare la soluzione al problema».
Noi, nel frattempo, continuiamo a contare. —
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