Gioco
Il grande caos della tassa di soggiorno Versilia divisa, l’ira degli albergatori
A Viareggio, Pietrasanta e Forte si paga, in maniera diversa. Mentre a Lido e Camaiore no. «Così non si può andare avanti»
C’è chi la fa pagare tutto l’anno e chi invece solo d’estate. Altri non la fanno pagare proprio, scatenando le invidie dei vicini. È il turismo fatto con il campanile, quello della Versilia: ognuno va per conto suo. Anche sulla tassa di soggiorno. E gli albergatori si arrabbiano: «Queste cose fatte a macchia di leopardo – dice Sandra Lupori, presidente degli albergatori viareggini – non ci piacciono».
decisioni opposte
È la cronaca degli ultimi giorni a mostrare che, tanto per cambiare, si va in ordine sparso. A Camaiore il sindaco Alessandro Del Dotto, confermando un impegno preso in campagna elettorale, ha congelato la tassa sui turisti fino a tutto il 2021. A distanza di poche ore il consiglio comunale di Forte dei Marmi ha approvato tariffe e modalità di pagamento, a partire dal 1° giugno e fino al 15 settembre. Simili, ma non uguali, alla vicina Pietrasanta. Il risultato è a dir poco sconclusionato, se allarghiamo il campo a tutta la costa versiliese: da Viareggio a Forte ci sono quattro modalità di applicazione della tassa di soggiorno, compresa l’esenzione totale su Lido.
l’ira degli hotel
Chi è chiamato a riscuotere la tassa per conto del Comune gradisce meno di zero queste distinzioni. «Ho già fatto presente anche ai colleghi degli altri Comuni che così non va – dice Sandra Lupori, a capo degli albergatori viareggini – Che senso ha l’Ambito turistico versiliese se poi si fanno scelte diverse?». Maria Bracciotti, presidente di Federalberghi Versilia e attiva con le proprie strutture ricettive a Lido, ribalta la questione: «Il Comune di Camaiore ha fatto una scelta che approviamo e difendiamo. Capisco che i colleghi siano irritati e che ci sia bisogno di uniformità, ma secondo noi andrebbe trovata togliendo ovunque la tassa di soggiorno». Anche Paolo Corchia, vicepresidente nazionale di Federalberghi e referente degli hotel fortemarmini, ci va giù pesante: «La riteniamo una tassa medievale e lo diciamo da dieci anni. Le nostre considerazioni sono note – spiega Corchia – così come la nostra contrarietà, soprattutto per una località turistica come Forte dei Marmi. Il Forte questa tassa poteva benissimo usarla come valore competitivo – continua il presidente degli albergatori – così come ha fatto Lido di Camaiore, e questo anche per rispettare un’unità di intenti nell’Ambito turistico con un grosso comune turistico come Camaiore che non la metterà mai, come ha assicurato il sindaco Del Dotto. Dal mio punto di vista non era necessario adeguarsi, invece, ad altre località come ad esempio Viareggio, anche se la loro esenzione agli under 18 anni è senza dubbio apprezzabile. O anche a Pietrasanta, con cui si è creata una sostanziale omogeneità di applicazione». Ogni Comune è andato per conto suo... «Certamente la tassa poteva essere una bella palestra di intenti per l’Ambito turistico appena costituitosi, e che pone dimensioni nuove. Spero però che il Comitato dei Sindaci, affiancato dall’Osservatorio turistico di destinazione e dalla Consulta, porti ad un chiarimento. Che però non vedo possibile a breve».
confronto tra sindaci
Un chiarimento, in realtà, potrebbe esserci già domani, nel giorno di San Valentino. I sindaci della Versilia si confronteranno sulle questioni dell’Ambito turistico: il capofila, il sindaco di Forte Bruno Murzi, spiega che si parlerà anche del caos sulla tassa di soggiorno. «Per quanto mi riguarda – dice Murzi – difendo la scelta di introdurre la tassa di soggiorno nel nostro Comune. Non è un danno per il turismo, come si vorrebbe far credere, ma un’opportunità. Che non va a pesare sulle tasche dei nostri residenti». Murzi ammette che fare scelte diverse da Comune a Comune non ha molto senso: «Non posso imporre a un altro sindaco di prendere una decisione in un senso o nell’altro – spiega – ma è innegabile che questa difformità non è un granché. Ne parleremo sicuramente nel prossimo incontro in programma il 14». Ambito turistico che, spiega Maria Bracciotti, «dovrebbe dare una linea unica su questo tema, così come sui trasporti pubblici, sulle infrastrutture, sulla qualità della balneazione e sugli eventi. Altrimenti non se ne esce». —
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