Gioco
Tolti in Darsena i contenitori per l’olio da motori delle barche
La decisione di Sea che al loro posto ha installato i bidoni per la plastica che i pescatori portano a bordo dal mare. Capitaneria al lavoro per una soluzione
Belli non erano i contenitori per gli oli esausti da motori di barche e pescherecci. Ma lo spettacolo di piazza Palombari dell’Artiglio con bottiglie e contenitori abbandonate a terra, contenti gli oli, non sembra essere la soluzione migliore. E, soprattutto, diportisti e pescatori si chiedono che fare degli oli che non possono essere conferiti all’Isola ecologica di Sea, perché l’azienda dei rifiuti non smaltisce questo tipo di materiali. Cosa sia accaduto non è chiarissimo. «Sea aveva la concessione per le Isole di raccolta ed ha inoltrato domanda per la dismissione», spiega il segretario della Autorità portuale, Fabrizio Morelli: «Chiedendo con modifica l’installazione di due Isole ecologiche per i “Prodotti del mare” all’interno del progetto». Quello che vede i pescatori coinvolti nello smaltimento della plastica che rimane nelle reti. Insomma: via i contenitori dell’olio da motore, strumento indispensabile per il lavoro di chi va per mare, e largo alla raccolta della plastica raccolta in mare. Perché così sì che si è ecologici. Con buona pace dell’olio per motore che rischia di essere gettato in mare. «Il Comitato portuale», conclude Morelli, «ha deliberato il 6 febbraio», dando il via libera all’operazione proposta da Sea.
Una decisione, quella di Sea, che ha creato un problema anche alla Capitaneria, competente per la tutela dell’ambiente portuale. «Stiamo seguendo la questione», assicura l’Autorità marittima: «Stiamo verificando tanti aspetti, perché è evidente che la gestione dei rifiuti portuali debba avere la priorità assoluta. È evidente che una scelta di questa genere debba essere contemperata quanto meno con aspetti che possano tutelare sia chi ha necessità di conferire, sia le norme nazionali in materia di rifiuti portuali».
Tra l’altro è fermo in Regione il nuovo Piano di gestione dei rifiuti nel porto di Viareggio, al quale aveva molto lavorato la gestione dell’ex comandante della Capitaneria, Giovanni Calvelli. Una volta adottato, ma i tempi sembrano infiniti, potrà essere fatta la gara per l’assegnazione del servizio di raccolta e smaltimento per tutto il porto ad un gestore unico, secondo le regole dettagliate fissate dal Piano stesso. Quando la politica si riempie la bocca con il porto di Viareggio, bene farebbe a fare i conti anche con tutte le soluzioni che il porto attende per anni, senza esito.
«Stiamo cercando di approfondire la questione degli oli», spiega la Capitaneria: «Va trovato sicuramente un sistema alternativo che possa garantire la gestione dei rifiuti portuali nelle more dell’individuazione, un giorno, del gestore unico». Soluzioni che vanno individuare sia per i diportisti, ma ancor più per i pescherecci. Non è escluso che a breve tutti i soggetti interessati alla vicenda oli si debbano ritrovare intorno ad un tavolo per discutere di quale provvedimenti prendere.
Chi tra i diportisti si è rivolto all’ufficio informazione di Sea si è sentito rispondere che «quel tipo di raccolta non era più a norma» e che nel frattempo «non si può andare a portare l’olio all’Isola ecologica che è destinata solo agli oli vegetali». Al momento, dunque, la Darsena farà i conti ancora con l’abbandono degli oli esausti. E non è un bell’esempio di politica “Rifiuti zero”. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
