Toscana
Le giunchiglie torneranno a fiorire malgrado l’incendio sul monte Croce
LE RASSICURAZIONI DEI BIOLOGI DELL’ORTO BOTANICO DELLE APUANE
STAZZEMA. Il sentiero che serpeggia tutta la dolce cresta del monte Croce e arriva fino alla cima è l’unico fazzoletto di terra rimasto dei colori di madre natura. Tutto intorno domina il nero, lo scuro. Spunta qualche ciottolo bianco e si stente ancora la puzza di bruciato del paleo arso. È un colpo al cuore. Si è salvato, un po’ più in basso, solo il versante che guarda la vicina frazione di Palagnana. Ma fra tre mesi – nonostante l’incendio divampato giovedì – questo promontorio delle Apuane sarà comunque un viavai di escursionisti, che anche quest’anno potranno godere dello spettacolo della fioritura delle giunchiglie: parola degli esperti dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane, che lo hanno spiegato sulla loro pagina Facebook.
«Proviamo ad essere di conforto - dicono i biologi dell’Orto Botanico - per quanti sono stati in apprensione a causa dell'incendio sviluppatosi sul monte Croce, montagna divenuta celebre per la spettacolare fioritura delle giunchiglie».
Questo fiore tecnicamente si chiama il narciso dei poeti (Narcissus poeticus): «È una geofita bulbosa, così come le orchidee spontanee e i tulipani montani che nel mese di maggio colorano le pendici del Croce». Cioè sono piante che crescono e sbocciano dal bulbo sottoterra. «In inverno queste piante sono in fase di risposo vegetativo, per cui – prosegue la spiegazione degli esperti - non sono visibili le parti aeree che si sviluppano solo a partire dalla primavera, mentre il bulbo rimane a qualche centimetro di profondità nel suolo. L'incendio, per quanto le fotografie appaiano catastrofiche, non dovrebbe aver danneggiato in maniera significativa tutte le piante caratterizzate da questa forma biologica, ma dovrebbe aver interessato prevalentemente il paleo secco e gli arbusti».
Il fuoco ha riguardato un fronte di circa 600 metri per circa 5 ettari di aree di pascolo, secondo quanto riportato dalla Regione che con gli operatori dell’antincendio boschivo e gli uomini dell’Unione dei Comuni della Garfagnana e quelli della Media Valle del Serchio hanno spento l’incendio in poche ore anche grazie all’aiuto di un elicottero. In conclusione, paradossalmente, «questa “pulizia” operata dal fuoco – rassicurano dall’Orbo Botanico sottolineando che si tratta di considerazioni prettamente ecologiche - potrebbe rendere ancora più visibile e spettacolare la fioritura delle giunchiglie della prossima primavera».
Rimane il fatto spiacevole che non si esclude che le fiamme siano state appiccate volontariamente. Il primo a fare questo riferimento è stato il sindaco Maurizio Verona. «È veramente schifoso tutti gli anni avere a che fare con incendi come quello del monte Croce. Non è difficile intuire – ha scritto il primo cittadino - che si tratti di un incendio doloso che mette a rischio persone che devono operare per la soppressione, oltre al danno ambientale e alle enorme di risorse economiche impiegate per le operazioni di spegnimento».
L'Orto Botanico è situato a Pian della Fioba, lungo la strada panoramica che collega Massa con la Garfagnana. È gestito dall'associazione “Aquilegia” in collaborazione con l'Università di Pisa. Al suo interno conserva le principali specie endemiche apuane e permette l'osservazione di vari ambienti apuani, lungo una piccola escursione naturalistica. —
Tiziano Baldi Galleni
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