Sicurezza
Disturbi dell’apprendimento certificazione impossibile
L’odissea della madre di un’alunna che dalle elementari deve passare alle medie La Asl: «Caso già preso in carico, siamo al lavoro perché non si ripeta più»
Sono sempre di più i bambini e le bambini cui vengono riconosciuti quelli che vengono definiti “disturbi dell’apprendimento” come - per citarne uno - la dislessia. Per rendere il percorso scolastico il meno arduo possibile esistono sistemi di supporto. Per esempio, quelli informatici. Per utilizzarli è necessaria, però, una certificazione come quella di cui ha tentato di dotarsi la mamma di un’alunna di quinta elementare, in procinto di passare alle medie.
«Un anno e mezzo fa presi il nuovo appuntamento per il rinnovo del certificato utile per l'ingresso alle medie», si legge nelle dettagliata protesta inviata agli organi di informazione: «L'appuntamento mi fu dato un anno e mezzo dopo, a dicembre 2019: questi sono i tempi di attesa scandalosi per ottenere una nuova prenotazione di visita con la neuropsichiatra infantile». Durante l’estate 2019 la signora riceve una telefonata dal Tabarracci: «Un’infermiera del reparto di neuropsichiatria e logopedia mi ha spiegato che finalmente avrebbero potuto gestire in autonomia gli appuntamenti e che trattandosi di un rinnovo di certificato potevamo spostarlo al 2020, quando la bambina avrebbe cominciato le medie, così da averlo aggiornato nell'anno di inizio scuola». La mamma si fida.
Ma quando la scuola riprende si mette alla ricerca di «una data certa. Perché quando si hanno figli con difficoltà, che giorno dopo giorno vanno supportati ed aiutati, si fa fatica ad essere tranquilli e soprattutto a dover aspettare». Quasi una premonizione. Perché al Tabarracci le viene spiegato che deve rivolgersi al Cup. Dove il l’appuntamento viene rilasciato per il gennaio 2022: «Tra 2 anni mia figlia avrà finito le medie», scrive furibonda la madre: «Alla scuola media, invece, hanno necessità del nuovo certificato perché quello vecchio è utile solo per concludere le elementari». Senza contare che scadono i tempi per la pre-iscrizione che necessità di tutta la documentazione.
Abbiamo chiesto alla Asl Toscana Nord Ovest che cosa sia accaduto e così è stato risposto: «Il caso è stato preso in carico dalla struttura di Neuropsichiatria infantile Versilia e la prestazione verrà erogata quanto prima. La signora è stata contattata dagli operatori del servizio che si sono scusati per il disguido che si è creato in maniera fortuita ed involontaria, ed è stato già fissato un nuovo appuntamento in tempi congrui rispetto al bisogno. La bambina quindi visitata entro breve. La vicenda è legata probabilmente al grande carico di lavoro che grava sulla segreteria, che si deve occupare di molte richieste in arrivo ogni giorno da parte di genitori versiliesi. La Zona Distretto Versilia aveva già preso in carico la problematica e programmato, insieme al personale, una revisione del percorso amministrativo che permetterà di gestire queste situazioni in maniera sempre più rapida ed efficace. Garantendo le prestazioni in tempi adeguati e scongiurando il ripetersi di episodi come quello segnalato». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
