Il Tirreno

Versilia

Staino: la satira non finirà mai, è la reazione alle ingiustizie

Matteo Tuccini
Staino: la satira non finirà mai, è la reazione alle ingiustizie

Premiato col Burlamacco d’oro, non ha perso il graffio Compresa una vignetta su Marialina che si scorda le date

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Il vero satiro non porta rispetto a nessuno. Soprattutto quando di fronte ha una persona importante. Anzi, quando di fronte ha la persona più importante. Primo graffio a Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale: lei ringrazia tre banche per il supporto e lui, Sergio Staino, dice che «ci sono tante banche, però qui non mi pagano». Secondo graffio: «Conosco Marialina da 25 anni. Diciamo che è come la candidata di Berlusconi, ma almeno lei mi ha dato il Burlamacco d’oro». Chiaro riferimento alla nuova governatrice della Calabria che Silvio ha elogiato per aver resistito al suo fascino. Terzo graffio, il più bello: una vignetta su Marialina che telefona a Bobo, il personaggio di Staino, che spiega alla moglie Ilaria: «Sta segnandosi le date di nascita di tutti noi». Omaggio tutto suo alla dimenticanza andata in onda su Unomattina a proposito della nascita del Carnevale (anno domini 1873).

No, Sergio Staino il gusto per l’unghiata non l’ha perso. E nemmeno l’amore per la risata e per la vita. Per la satira, «che non può mai finire – spiega – perché è la reazione pacifista alle ingiustizie e alle ipocrisie. Dovunque ci saranno le ingiustizie, anche nello Stato perfetto, ci sarà sempre una reazione. Che può essere violenta, ma anche una reazione dell’intelligenza, dello sberleffo al potente. Con la satira lo si prende in giro». Questo, ricorda Staino, avviene alla luce del sole nelle democrazie, ma avviene anche nelle dittature, con le barzellette. «Ce ne sono di stupende, nelle dittature».

Qualche colpo ben assestato se lo prende pure Viareggio: Staino dice che gli ricorda l’infanzia, perché sua madre aveva in camera lo spartito di una canzone di Carnevale. «Mia madre aveva Viareggio come mito, poi la città viene un po’ sui c... perché è frequentata dai borghesacci fiorentini (lui è di Scandicci, ndr). Ma adesso, parlando con mia moglie, stiamo pensando di comprarci una casa qui». E il Carnevale? «È più difficile oggi fare satira politica sui carri», ammette. Lui conosce benissimo entrambi gli argomenti: autore delle strisce di Bobo, è stato il direttore del settimanale satirico “Tango”, che gli creò non pochi problemi con il “suo” Partito comunista. Ma Staino è stato anche autore di un manifesto ufficiale del Carnevale di Viareggio, edizione 2002, oltre che del bozzetto di un carro. «È difficile pensare un carro ad agosto e sperare che sia attuale a febbraio. Siamo in una società liquida e tecnologica, dove tutto avviene a grande velocità: a volte si pensa una vignetta e a mezzanotte una frase può cambiare il senso di tutto». Ecco perché, dice Staino, «i temi dei carri sono sempre più temi sociali. La sostenibilità, l’ambiente, la famiglia, l’amore. L’obiettivo è rendere un carro attuale anche l’anno successivo».

Difficile fare satira politica, oggi, e non solo sui carri. «Una volta la comunicazione dei politici era seriosa, i giornali erano seriosi – prosegue Staino – In mezzo a quella serietà una vignetta irridente faceva effetto. Oggi ci sono giornali che fanno titoli satirici, irridenti... Osho (l’autore de “Le frasi di Osho”, con cui ironizza sulle foto usando il romanesco, ndr) per esempio funziona, perché lavora sulle foto. Ma non è Altan. Altan disegna due preti che si parlano e dicono, riusciremo mai a vedere i preti sposati? Uno risponde: forse i nostri figli. Ecco: questa è una battuta che resta nel tempo». Nel frattempo la sua amata sinistra, o centrosinistra, cambia. E si divide, sempre e comunque. Per chi vota Bobo adesso? «Per il meno peggio. Vuol dire un po’ accontentarsi, ma un progressista è sempre meglio della destra». —





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