Gioco
La colonna sonora dei carri si arricchisce di tanti nuovi brani
Dal viaregginissimo Domenici al vicentino Bassanese, gli autori che scrivono apposta per i costruttori
Viareggio. La musica come parte integrante dello spettacolo dei carri. E’ in questa prospettiva che continuano a nascere brani inediti legati alle diverse costruzioni del Carnevale di Viareggio. Dai carri alle mascherate, passando per le pedane aggregative. Anche quest’anno sono molti i costruttori che hanno affidato ad artisti viareggini e non, la creazione di vere e proprie colonne sonore ad hoc per raccontare e far immedesimare ancora di più il pubblico nella narrazione della sfilata.
In prima categoria è ormai un appuntamento fisso - ininterrotto dal 2012 - la presenza del cantautore vicentino Luca Bassanese sul carro di Lebigre e Roger con un proprio brano inedito legato alla costruzione. Dopo la vittoria del premio Sadun 2019 di Adelante, Bassanese torna sui viali a mare con Home sweet home (Save the planet), proponendo un mix tra le ritmiche a lui congeniali ed un arrangiamento dalle sonorità sintetiche, incalzante e ben congegnato.
Fabrizio Galli, per il suo “Abbracciami, è Carnevale” ha lavorato molto sulla componente musicale proponendo non uno, ma ben quattro brani per esprimere il concetto dell’abbraccio universale: tema centrale del carro. Gianluca Domenici - già autore di brani cult come Delafia o Il samba del viareggino - ha elaborato un mix composto da tre brani tutti ispirati al tema del carro: Allunga il braccio, Perdiamoci in questo abbraccio e Abbracciami, in un climax ascendente di emozioni; mentre ad Alessandro Pasquinucci, è stato affidato l’incarico di realizzare una canzone originale partendo da un brano coreano sul quale il giovane cantautore ha creato e interpretato un testo scritto appositamente per la costruzione.
Sempre in prima categoria, Roberto Vannucci continua il suo sodalizio artistico con Giovanni Madonna insieme al figlio Gianmarco, a Daniele Biagini e a Marco Celli che, con Beata Ignoranza - titolo omonimo del carro - propongono una ballata travolgente sul tema dell’annientamento della cultura. Ad interpretarla Valentina Lottini.
I fratelli Breschi tornano alla realizzazione di un brano inedito dopo un anno di pausa: a realizzarlo i Fratelli Improta - o Improta Brothers, come hanno firmato il pezzo - volti noti del Festival di Burlamacco, che affrontano la tematica dell’amore senza pregiudizi con sonorità dai richiami rap.
Anche tra i carri “piccoli” - che tanto piccoli non sono più - spazio alle canzoni inedite. In corso possiamo ascoltare infatti, Mare Amaro cantata e musicata da Daniele Biagini su testo di Simone Remedi, ad accompagnare la costruzione “L’amaro italiano” di Edoardo Ceragioli e Quei gran geni di…, brano scritto e cantato per il carro omonimo di Priscilla Borri e Antonino Croci da Alessandro Pasquinucci, che riporta sotto forma di una tarantella rinascimentale una motivetto facilmente orecchiabile sulla genialità italiana.
Anche Franco Malfatti affida alla musica il delicato tema del suo carro “Giù le mani” grazie al lavoro di Manuel Santini e in L’albero e il fiammifero, propone una sorta di dolce filastrocca che aiuta a far riflettere.
Tra le mascherate in gruppo, Marzia Etna si affida - come ormai fa da diversi anni - alla musica inedita per raccontare la sua Terra Promessa grazie a Madonna - Celli, mentre tra le pedane aggregative una canzone originale trova spazio grazie ai Burlamania, che dopo “Urla Burla” del 2019, propongono per l’edizione 2020 il nuovo brano del dj Simone Cerri dal titolo Walla Walla. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

