La protesta
Turismo, Corchia: la paura del Coronavirus ci danneggia
L'allarme per il virus cinese ha delle ricadute sulle presenze di casa nostra
FORTE. «La paura del virus rischia di costare al turismo italiano almeno 1,6 miliardi di euro e oltre 13 milioni di presenze. E sono stime conservative: se la psicosi dovesse continuare il conto potrebbe essere ancora più salato». A dirlo è Vittorio Messina presidente di Assoturismo Confesercenti nella giornata dell'incontro tra il sottosegretario al Turismo Lorenza Bonaccorsi e i rappresentanti delle imprese del settore.. Insomma le conseguenze sanitarie per l’esplosione prima in Cina, poi in altri focolai minori del coronavirus fanno tremare le gambe ad un settore che già deve fare i conti con un’ampia concorrenza, e che potrebbero infliggere un conto pesante anche in ambito regionale e locale. E tutto questo anche aldilà del fatto che Forte dei Marmi e la Versilia non siano destinazioni tipiche e di massa per i turisti cinesi.
«Già adesso dobbiamo constatare, ad esempio, il pesante rallentamento della mobilità per viaggi da parte dei turisti – spiega Paolo Corchia, vicepresidente nazionale di Federalberghi e leader degli albergatori locali - e questa è una conseguenza che già di per se stessa potrebbe recar un danno all’economia locale, ben più della crisi cinese e dei suoi rischi che per la Versilia appaiono pressoché inesistenti visti i livelli di frequentazione del turismo con gli occhi a mandorla. Ma sarebbe sbagliato cullarci troppo sul fatto che di cinesi qui ne vengono, per ora almeno, ancora una percentuale bassissima, - continua Corchia – perché se l’emergenza non rallenterà o finirà c’è il rischio che altri frequentatori turistici tradizionali come gli americani, gli europei ecc. si facciano condizionare. In giro, lo vediamo ogni giorno, c’è purtroppo il diffuso virus dell’idiozia, ci sono un mare di fake news sui media del tutto incontrollate che non aiutano certo a stare tranquilli».
«L’unica soluzione ad oggi è che le preoccupazioni diffuse possano trovare motivo di tranquillizzazione dai dati di diffusione del virus che c’è da auspicare siano presto ridimensionati. Per quanto ci riguarda siamo ancora fortunatamente lontani dalla stagione turistico-balneare e c’è quindi il margine perché ci sia anche una remissione spontanea della pericolosità del virus e della sua diffusione, come avvenne alla fine anche con la Sars. Questo è almeno ciò speriamo noi albergatori ed operatori versiliesi del settore». —
Angelo Petri
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