Toscana
Strage, il cordoglio dei familiari per il deragliamento di Lodi
VIAREGGIO. «Abbiamo appreso con grande dolore l'ennesima tragedia sui binari accaduta questa volta nel Lodigiano», scrivono i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009 e 32 morti, svegliati ieri mattina dalle immagini del deragliamento di un treno dell’Alta velocità, due macchinisti morti e 31 feriti.
Nella nota dell’associazione “Il mondo che vorrei” si legge: «I familiari della strage ferroviaria di Viareggio rivivono lo strazio di quei momenti. Ci uniamo al vostro immenso dolore, noi lo conosciamo quel dolore... In questo momento possiamo solo porgervi la nostra vicinanza e le nostre più sentite condoglianze e auguriamo una pronta guarigione ai feriti. Non sarete mai soli...un abbraccio».
C’è un filo comune che unisce i troppi disastri ferroviari d’Italia ed è quella incessante ricerca di maggiore sicurezza lungo i binari per la quale si batte l’associazione nata a Viareggio, insieme a tanti ferrovieri che scontano le battaglie sul posto di lavoro. Ma non solo. Perché dalla strage di Viareggio è nato il Nucleo operativo incidenti ferroviari della Polizia ferroviaria nazionale, entrato in scena ancora una volta lungo i binari dove è deragliato ieri il Frecciarossa lungo la linea dell’Alta Velocità.
«Sono dieci anni che ci battiamo per la sicurezza ferroviaria», ricorda il presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, «e ci sono due sentenze che scrivono nero su bianco cosa non è stato fatto e cosa va fatto. E nessuno ci vuole ascoltare. Adesso il ministro dei trasporti ci riceva».
«Sono dieci anni che tutti sanno e nessuno vuol guardare la realtà», sono le parole durissime di Daniela Rombi, vice presidente della associazione che nel disastro ferroviario di Viareggio ha perso una figlia di 21 anni, così come Piagentini ha perso la moglie e due bambini di 5 e 2 anni.
Eppure questi lunghissimi dieci anni segnati dalle due sentenze per il disastro ferroviario di Viareggio sono stati attraversati dalla tragedia in Puglia (Andria e Corato), 23 morti ed oltre 50 feriti (è in corso il processo di primo grado), dal deragliamento di Pioltello per il quale si sono da poco chiuse le indagini della Procura di Milano (3 morti e 46 feriti), dalle immagini del treno merci carico di cloroformio a Rapallo, deragliato ed in bilico su un ponte ad un passo dalle case, ed ancora -più recentemente - il deragliamento di un treno merci a Piacenza, ai primi del dicembre 2019, rimasto in bilico sulla massicciata con il rischio di finire nel Po. Appena pochissimi giorni fa, infine, a Verona si è verificato lo scontro tra due treni merci carichi di liquidi infiammabili, con il deragliamento delle cisterne. Ieri, infine, Lodi.
Su tutto questo, e altro ancora, girare la testa dall’altra parte è impossibile. —
D.F.
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