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Coro di sì per il comitato paesano «Serve il contributo di tutti»

Coro di sì per il comitato paesano «Serve il contributo di tutti»

Capezzano accoglie con favore l’idea che tutte le associazioni si riuniscano per fare eventi e feste

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Capezzano. Il seme del nuovo comitato paesano di Capezzano Pianore è stato piantato. Una decina tra rappresentanti di associazioni sportive, culturali, artigiani, commercianti e comuni cittadini si sono riuniti mercoledì sera nelle sale della Misericordia per dare vita a una nuova realtà che si pone come obiettivo quello di rilanciare gli eventi nella frazione camaiorese. L’idea, nata da Susy Grassini e Giuseppe Maggiorelli, è quella di coinvolgere quanti più soggetti possibili che operano nel territorio per dare slancio a eventi perduti, come il torneo dei castelli o la festa della birra, e di lanciarne di nuovi. «Un modo per ridare vita a Capezzano», dice Grassini soddisfatta.

E i suoi concittadini sono tutti favorevoli all’idea: un entusiasmo che si spera sia contagioso perché, come dicono i promotori, c’è bisogno dell’aiuto di tutti, ognuno con le proprie capacità.

La prima da dare il proprio assenso è Eleonora Marchetti, titolare del negozio di foto-ottica Limar: «I commercianti devono mettersi in gioco e partecipare alla vita del paese perché se non siamo uniti non riusciamo ad arrivare al risultato. È nel bene di tutti fare in modo che ciò che verrà organizzato in paese abbia successo».

A lei si aggiunge Alvaro Pardini, agricoltore e referente per il tavolo permanente dell’agricoltura di Capezzano: «Questo nuovo comitato getta le basi per fare cose buone - spiega - è positivo se l’iniziativa viene promossa per una necessità delle attività di imprenditoriali con l’intento di rivivere la città di Capezzano. All’interno del piano strutturale approvato dal Comune ci sono le basi per farla diventare città. Quindi questo comitato ha una vera e propria sfida: da una parte l’amministrazione deve implementare i servizi, dall’altra parte le associazioni devono fare la propria parte. Vogliamo contribuire con le nostre forze ma c’è bisogno di sostegno del Comune sulle manifestazioni».

Mauro Olivi è il titolare del negozio Capricci e Saponi sulla Sarzanese e anche per lui l’idea deve essere sostenuta: «Sono molto positivo a riguardo - dice - c’è bisogno di far rivivere il paese. È necessario superare qualche ostacolo tra noi commercianti ma basta essere più umili e uniti e credo che sia possibile fare belle cose per il bene di tutti».

Sara Palagi è una cittadina e lavora nel forno del paese dal suo punto di vista non si può che accettare con entusiasmo queste iniziative: «Sul piano delle feste e delle sagre - dice - a parte qualche caso isolato, Capezzano è morta. Questo è dovuto anche alla crisi che ha fatto chiudere molte attività lungo la strada.

Gloria Pardini della Frutteria non ha dubbi: «Se c’è bisogno, daremo una mano».

Giorgio Misuri, dell’associazione 213, saluta l’iniziatica con favore: «Dal Cavanis alla villa romana, Capezzano ha molto bisogno di essere valorizzata». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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