Lutto
Sos dell’associazione Lida per i cani abbandonati
PIETRASANTA. «In questi anni nessun cane è mai stato trasferito da Pietrasanta al canile di Arezzo solo grazie al nostro intervento». Parole dell'associazione Lida a margine della querelle che vede contrapposti Comune e Ettore Neri, Pd, sulla gestione e l'adozione dei cani senza padrone. «Un diritto dei cani previsto per legge è quello di essere trasferiti in adeguata struttura rifugio dopo due mesi di permanenza presso il canile sanitario: con quello di Viareggio, peraltro, collaboriamo da 10 anni. Questa struttura dovrebbe essere comunale e comunque anche se privata, dovrebbe essere presente sul territorio. Solo così si evita che i cani rimangano chiusi a vita in un canile lontano dal territorio senza nessuno che si occupi della loro adozione. Da anni chiediamo inutilmente ai comuni della Versilia di realizzare un canile rifugio. In assenza di questo abbiamo chiesto che i cani venissero mandati in un rifugio della Versilia e i dati sulle adozioni danno ragione alla nostra richiesta. Fortunatamente i comuni versiliesi da qualche anno trasferiscono i cani dal canile di Viareggio in un canile-rifugio di Massarosa. Lo fanno tutti tranne Pietrasanta, che ha deciso di interrompere la collaborazione con questo rifugio e di stipulare una convenzione con un canile di Arezzo».
Con lo stesso Comune che però certifica che mai sono stati trasferiti animali nella struttura aretina. «Ma questo - obiettano dall'associazione Lida - solo perché la nostra associazione ogni volta che c’è stato un cane di Pietrasanta da trasferire se ne è subito fatta carico. Ossia ha provveduto alla sua adozione e al suo mantenimento fino a che non gli è stata trovata una famiglia. Per noi la scelta di Arezzo è sbagliata non solo per il benessere dei cani, ma anche per le finanze dei pietrasantini». — L.B.
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