Gioco
Ragazzino rapinato vicino casa, gli abitanti: «Zona poco sicura»
La mamma del quindicenne: «Non siamo più sereni a lasciarlo uscire». È il secondo episodio in pochi giorni a Torre del Lago. Sos dei residenti
TORRE DEL LAGO. È a passeggio con il cane in via del Cima, a Torre del Lago, al confine con la pineta di Migliarino. È l’ora di cena, ma è già buio. Un uomo, straniero, forse tunisino, si avvicina a lui. Gli chiede una cartina. Lui, un ragazzino di 15 anni, dice di non averla e tiro dritto. L’uomo lo segue e gli chiede soldi. Il giovane risponde di non averne. E a quel punto lo sconosciuto tira fuori un coltello dalla tasca e lo punta contro l’addome del ragazzo, minacciandolo. Lui, intimorito, consegna il portafoglio all’uomo che fugge via. Dentro ci sono solo venti euro.
È accaduto il 29 gennaio, pochi giorni dopo un’altra rapina che ha scosso la frazione. Il 25 gennaio era stato rapinato un pony express mentre consegnava le pizze a domicilio. Un uomo lo aveva fermato sul ciglio della strada e solo dopo aveva tirato fuori il coltello, facendosi consegnare scooter, incasso e pizze.
Due fatti ravvicinati che risollevano il tema della sicurezza in un quartiere sempre troppo alla periferia di tutto. Con le sue pinete e la sua stazione «che sono sempre più ritrovo di spacciatori e delinquenti», racconta a Il Tirreno la titolare di una pizzeria, che preferisce rimanere anonima. «Mia figlia studia a Pisa e ogni volta devo accompagnarla io alla stazione perché non mi fido. C’è gente che viene da fuori per comprare la droga. Quello è un mercato. E si sa, la droga attira degrado e delinquenza. Non bastano controlli ogni tanto. Serve una pulizia radicale».
Tutti, nel quartiere, oggi parlano delle rapine. «Io sono sola qui. Ogni notte vado a letto pregando che non mi entrino in casa. Qui se ne sentono di continuo di furti», racconta Pace Ripini, una signora di 87 anni, originaria di Verona: è arrivata 8 anni fa a Torre del Lago. «Ero andata in pensione, là non avevo più nessuno, mentre qui avevo ancora qualche parente. Ma Verona è molto più sicura, si stava meglio». Con lei, a passeggio in via del Cima, c’è un’altra signora, Giulia Favilla, di anni 81. Anche lei non è originaria di Viareggio. È di La Spezia ed è una ex impiegata della Marina. Vive nel quartiere da 13 anni. Anche lei si trasferì per stare vicino a parenti. «Ora sono rimasta sola ed è un brutto periodo. Sembra una Torre di Babele. Nessuno si parla più. Quello che succede al vicino non è più affare di nessuno».
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Luciana Bindi sta caricando la nipotina in auto. Nel quartiere ci vive la figlia, a cui «hanno rubato ben tre biciclette in tre tempi diversi. Ci sono furti sì e anche tanti. Ma in effetti, se ci pensiamo, sono ovunque».
In piazza c’è il signor Pasqualino Fruzza, anni 95, la memoria storica del quartiere. «Qui una volta – ricorda – c’erano tutti prati. Si veniva nella piazzetta a mangiare il cocomero. Il giorno e la notte. Il quartiere è cambiato tantissimo. Non c’è quella gioia di allora. La notte è sparita la serenità».
In piazza c’è anche Sasha Alexandrova, originaria della Bulgaria, residente a Torre del Lago da un anno circa. «Sa sì ogni quartiere ha i suoi problemi. A noi però non è mai capitato nulla».
Ma il più grande grido di allarme, da Torre del Lago, lo lancia la mamma del quindicenne rapinato. «Mio figlio è tranquillo, continua a uscire senza problemi. Siamo noi genitori a non essere sereni a pensare che a nostro figlio sia successa una cosa così, vicino casa, e che potrebbe succedere di nuovo. Abbiamo sempre saputo come è il quartiere, ma quando ti tocca direttamente è molto, molto diverso». —
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