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a massarosa 

Nuovi spazi nella scuola in ricordo di Manù

Nuovi spazi nella scuola in ricordo di Manù

Il taglio del nastro nel plesso di Piano di Mommio nel giorno  in cui Iacconi, ucciso la notte di Halloween del 2014, avrebbe compiuto quarant’anni

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massarosa. Una nuova pavimentazione per gli spazi polivalenti della scuola di Piano di Mommio in memoria e ricordo di Manuele Iacconi, il 34enne originario della frazione di Massarosa, morto dopo essere stato aggredito a colpi di casco a Viareggio la notte di Halloween del 2014 e che il 2 febbraio avrebbe compiuto 40 anni.

La nuova pavimentazione della palestra della scuola Aldo Moro è stata inaugurata proprio quel giorno. Un intervento reso possibile grazie ad una raccolta fondi organizzata dall’associazione PDM Manù, di altre associazione della frazione e di molti privati cittadini. Al taglio del nastro, avvenuto quindi proprio nel giorno in cui Iacconi avrebbe compito 40 anni, c’erano: la famiglia di Manù, il sindaco Alberto Coluccini e il presidente del consiglio comunale Claudio Marlia in compagnia di diversi assessori, alcuni consiglieri comunali e numerosi cittadini che, ancora una volta, hanno voluto mostrare il loro affetto nei confronti di Manuele.

«I lavori alla pavimentazione della palestra – ha spiegato il sindaco Alberto Coluccini – si erano resi necessari alla luce delle recenti modifiche normative. Voglio ringraziare personalmente le associazioni e i cittadini che, in questo particolare momento per l’ente, si sono sostituiti all’amministrazione comunale. La calorosa partecipazione a questa inaugurazione dimostra ancora una volta il grande amore e affetto che Piano di Mommio e Massarosa tutta aveva ed ha nei confronti di Manù. Lo ricordiamo come un ragazzo solare e pieno di energia. Un’energia che ancora oggi è viva in mezzo a noi: la testimonianza è proprio questa palestra resa di nuovo a norma nel suo nome». Per il delitto di Halloween, sono arrivate una condanna definitiva (essendo minorenne all’epoca dei fatti è stato giudicato da un altro tribunale) e due in appello. Per questi ultimi due si attende la decisione della Cassazione dal momento che i due uomini hanno fatto ricorso.

In ogni caso non c’è condanna, che possa curare le ferite dei familiari. —

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di Redazione web