Il Comitato cittadino: «Il Demanio risponda sul futuro del Politeama»
VIAREGGIO. Il canone «esoso» preteso per l’ex cinema-teatro “Politeama”, oggi chiuso da tempo, «determina l'impossibilità di una gestione privata e forse anche di quella pubblica», si legge nella lettera che il Comitato “Salviamo il Politeama” ha inviato al direttore della Agenzia del Demanio Toscana-Umbria e per conoscenza al ministro della cultura, all’assessore regionale alla cultura ed al sindaco di Viareggio. «Ci domandiamo», si legge nella lettera che per il Comitato porta la firma di Paolo Annale, «dove sia l'interesse dello Stato nel veder deperire progressivamente un bene appartenente alla collettività in virtù di normative improvvide e di una gestione bigotta. Se in Italia ci si lamenta spesso del fatto che non ci si accorge dei danni prodotti dall'ignavia, siamo qui per sollecitare chi ha titolo ad adoperarsi perché dall'ignavia si rifugga, perché domani non si possa dire che nessuno ha levato la propria voce. Ci domandiamo altresì cosa ne potrebbe pensare la Corte dei Conti, molto spesso invocata e sempre ignorata nelle proprie raccomandazioni, della gestione di un bene che dovrebbe garantire un certo introito e che costituirà nel tempo solo una voce di spesa, oltre a determinare una perdita d’immagine, causata dal relativo degrado. Senza dimenticare che la possibilità di garantire l'esercizio della cultura costituisce di per sé, per la collettività, un valore irrinunciabile che non deve richiedere contropartite».
Alla Agenzia del Demanio toscana il Comitato chiede di «rispondere, con cortese sollecitudine, alla nota del sindaco di Viareggio, aderendo a quanto dallo stesso ipotizzato o prospettando soluzioni diverse, ritenute tecnicamente più adeguate». Del Ghingaro si era fatto avanti prospettando due ipotesi: la sdemanializzazione del bene o la riduzione del canone demaniale. Soluzioni che il Comitato cittadino, nella lettera al Demanio, definisce «giuridicamente discutibili» ma comunque necessarie di risposta. «Al contempo», così si chiude le lettera, «esortiamo tutti coloro che ne hanno titolo ad assumere le necessarie iniziative affinché il Politeama possa essere restituito alla città di Viareggio». —
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