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sociale 

Trentacinquemila euro per l’help center alla stazione

Donatella Francesconi
Trentacinquemila euro per l’help center alla stazione

Il progetto del Comune risale al 2017 e prevede una assistenza anche sanitaria alle persone svantaggiate nei locali di Rete ferroviaria

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VIAREGGIO. Uno sportello “help center”, alla stazione ferroviaria, per l’accoglienza e l’ascolto professionale di persone svantaggiate all’interno del progetto “Luna Nuova” alla quale l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro ha aderito nel 2017 grazie ai fondi regionali disponibili. Un progetto “rimbalzato” di amministrazione in amministrazione, che oggi non ha ancora visto piena attuazione, e che aveva visto l’opposizione dei residenti in piazza Dante.

Oggi il Comune ha affidato i lavori per la straordinaria manutenzione e l’allestimento dell’help center all’impresa “Costruzioni e restauri Srl” di Castelnuovo Magra, per una cifra complessiva di 34.956,01 euro. L’ufficio - così il progetto originario - troverà posto sul binario 1, nel locale di Rete ferroviaria italiana detto "della bilancia", per il quale esiste - tra Comune e Rfi - un contratto di comodato.

Nel progetto messo a punto dall’amministrazione comunale ormai tre anni fa veniva esplicitato che l’help center sarà aperto, all’inizio, una sola volta alla settimana. E due volte al mese avverrà in questi locali la «distribuzione gratuita dei medicinali, dietro presentazione di prescrizione medica, se necessario». Tra i servizi offerti, anche il «primissimo soccorso sanitario (rilevazione parametri vitali, medicazioni piccole ferite e/o abrasioni, fornitura e somministrazione di medicinali da banco».

Ma l’intervento complessivo sulle persone più svantaggiate in città non terminava qui. Perché tra le previsioni c’era anche quella che nell’appartamento con balcone al primo piano di uno degli edifici che fanno parte del corpo della stazione trovasse posto un centro di «accoglienza temporanea di donne sole e/o madri con figli, fino ad un massimo di 10 persone». Era il progetto “Rosa nel deserto” che andava di pari passo con quello denominato “Luna Nuova”. L’impegno del Comune era a «reperire le risorse necessarie allo sostenibilità futura del centro di accoglienza attraverso finanziamenti propri - ove possibile - e contributi da Fondazioni bancarie e bandi pubblici specifici di settore». Che fine ha fatto tutto questo, assessore Gabriele Tomei? —

Donatella Francesconi

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