Il Tirreno

Versilia

giustizia 

Prescrizione, faccia a faccia Forza Italia-familiari della strage

Donatella Francesconi
Prescrizione, faccia a faccia Forza Italia-familiari della strage

Il senatore Mallegni affiancato dal presidente della Camera penale Eros Baldini: «La legge voluta dai 5Stelle fa crollare lo Stato di diritto nel nostro paese»

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La teoria scorre in punta di diritto, con l’avvocato Eros Baldini, presidente della Camera penale di Lucca, seduto a fianco del senatore di Forza Italia, Massimo Mallegni, a dichiarare: «La prescrizione è un istituto di civiltà giuridica». La pratica, invece, è scritta sul volto, sulle mani, sul corpo di Marco Piagentini, superstite del disastro ferroviario di Viareggio, 32 morti a causa di un treno carico di Gpl deragliato: per quelle ferite, per quei segni, per quel dolore nessuno è responsabile. Perché i reati di lesioni ed incendio sono stati prescritti tra primo e secondo grado di giudizio, dopo dieci anni di iter giudiziario. «La prescrizione è la negazione della verità», sono le parole di Claudio Menichetti: anche per i 40 giorni di agonia da ustioni della figlia Emanuela Menichetti, 21 anni, non ci sono responsabili. I familiari delle vittime della strage di Viareggio ieri mattina si sono fatti trovare con un presidio di fronte alla sede di Forza Italia dove Mallegni ha tenuto una conferenza stampa sul tema della abrogazione delle legge di riforma della prescrizione, affiancato oltre che da Eros Baldini anche da Maurizio Marchetti, coordinatore provinciale Forza Italia Lucca.

Una legge, quella voluta dal ministro Alfonso Bonafede e nata dal confronto che lo stesso ha avuto con l’associazione di Viareggio “Il mondo che vorrei” ed il Comitato nazionale “Noi non dimentichiamo”, della quale Baldini ha così parlato: «È una legge che fa un danno inenarrabile all’amministrazione della giustizia».

Mallegni ha illustrato il lavoro che Forza Italia sta portando avanti per arrivare alla abrogazione della legge, lanciando da Viareggio una mobilitazione contro il provvedimento che «se necessario arriverà anche al referendum abrogativo». Mallegni ha attaccato duramente il ministro della giustizia definendolo senza mezzi termini «traditore della Costituzione». Poi ha voluto sottolineare, nel dare la parola a Marco Piagentini, invitato sul momento a partecipare alla conferenza stampa: «Non si tratta assolutamente di uno scontro tra Forza Italia e l’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per dare voce ai familiari delle vittime del disastro ferroviario. Altrettanto netto è stato Piagentini: «I familiari delle vittime dei grandi disastri italiani, dal Vajont in poi, giudicano inaccettabile l’ombra della prescrizione sui processi che li riguardano. Una prescrizione che è una sconfitta anche per lo Stato», soprattutto se si tratta di reati ambientali o di disastri colposi. «Se questo Paese vuole ripartire», sono state le parole di Piagentini, «non si può permettere di cancellare questi reati».

Al senatore ed al partito che rappresenta, infine, la richiesta che arriva anche dall’esperienza del Comitato nazionale “Noi non dimentichiamo”: «Facciamo in modo che la Giustizia funzioni e che abbia uomini e mezzi per lavorare».

Mallegni su questo non ha lesinato la risposta: «Ci battiamo da sempre su questo aspetto e ancora manca la benzina alle auto delle aliquote di polizia giudiziari per le Procura, non ci sono i fogli per le fotocopie, attendiamo la promessa “infornata” di cancellieri». Insomma, hanno concluso Mallegni, Marchetti e Baldini, «il nodo dell’irragionevole durata dei processi in Italia è a tutt’oggi irrisolto. Ma certo la riforma Bonafede non arginerà il fenomeno, anzi. Con la riforma della prescrizione architettata dai 5Stelle di fatto crolla lo Stato di diritto in Italia». —



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