Il Tirreno

Versilia

misure contro il coronavirus 

Devono lasciare il ritiro per far spazio a chi deve restare in quarantena

Tiziano Baldi Galleni
Devono lasciare il ritiro per far spazio a chi deve restare in quarantena

Pugile e allenatore viareggini erano al raduno della nazionale  nella caserma dove saranno isolati gli italiani di ritorno da Wuhan

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C’erano anche Vincenzo Bortone, diciassettenne viareggino promessa del pugilato, e Massimiliano Ghilarducci suo allenatore e concittadino, al ritiro della nazionale di pugilato a Roma. Si svolgeva in una caserma situata all’interno del polo militare della Cecchignola, alla periferia sud di Roma. Sarebbe dovuta durare fino a domenica l’iniziativa, ma ieri gli atleti e i tanti campioni del pugilato presenti sono dovuti tornare a casa, causa forza maggiore. Quel luogo è infatti stato scelto dalle autorità come spazio per la quarantena degli italiani provenienti da Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia scatenata dal coronavirus, che ha infettato 10mila cinesi e fatto già oltre 200 vittime.

«Siamo rimasti tutti un po’ amareggiati – racconta l’allenatore Ghilarducci – per questo dietrofront e ovviamente si è creata tra i ragazzi molta ansia dato che hanno dovuto lasciare velocemente la caserma di Cecchignola». Erano presenti i maestri Fabrizio Cappai (ex olimpionico Seul ’88), Carmine Cirillo, Massimiliano Alota e Giulio Coletta.

Fra i versiliesi invitati c’era appunto anche Vincenzo Bortone che è stato nuovamente convocato nella nazionale pugilistica italiana perché recentemente ha vinto la medaglia di bronzo ai campionati italiani di Roseto degli Abruzzi nella “categoria youth”.

Nell’ultima giornata del ritiro era previsto un confronto dei ragazzi con pugili di alto livello. E in generale il ritiro doveva servire per la selezione di una squadra azzurra che prossimamente parteciperà ai campionati europei e successivamente ai mondiali di pugilato.

Massimiliano Ghilarducci, oltre a essere l’allenatore di Bortone, insegna pugilato a Viareggio nella palestra Tana.

Sull’epidemia di coronavirus adesso la vigilanza è massima dopo che si sono registrati anche in Italia i primi casi. Il consiglio dei ministri per questo ha deciso di chiudere il traffico aereo da e per la Cina. —



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