Sicurezza
Boris Giannaccini: «Ecco i miei primi novant’anni»
Docente universitario, scrittore, giornalista, storico delle vicende dell’Artiglio. «Quando nacqui fu detto a mia madre che non avrei vissuto a lungo, e invece...»
Viareggio. Novant’anni e non sentirli. Novant’anni vissuti molto intensamente, fra grandi soddisfazioni e immensi dolori. Questa è la vita di Boris Giannaccini, che la scorsa settimana ha presentato alla libreria La Vela di Viareggio il suo ultimo libro intitolato “I miei primi 90 anni”. Una plaquette edita dalla Pezzini Editore, in cui l’autore racconta il suo incredibile percorso, che sembrava dovesse finire quasi ancora prima di cominciare.
«Alla mia nascita nel 1930 – racconta lui stesso con un pizzico di orgoglio – la levatrice disse a mia madre che non avrei vissuto a lungo perché ero affetto da polmonite. E invece eccomi qui, a 90 anni, a raccontare la mia esistenza, decisamente piena e ricca di ogni cosa, bella ma spesso anche molto brutta. È la legge della vita che non contempla fermate facoltative: gioie e dolori devono compensarsi e annullarsi in un unico pianto liberatorio, perché tutto possa, ogni volta, ripartire».
Nel volume Boris racconta la sua vita, dai tempi della guerra solo adolescente con tutte le difficoltà che comportava quel periodo. I suoi inizi nel mondo del lavoro ancora bambino quando faceva la “strillone”, le prime esperienze alla farmacia Tornabuoni dove solo quindicenne ha mosso i primi passi e ha imparato le tecniche di chimica farmaceutica che poi è diventata la sua vera professione. Infatti per molte coincidenze che la vita ci riserva, da quella esperienza in farmacia è partita la sua carriera di Docente universitario come tecnico di chimica alla facoltà di Farmaceutica di Pisa.
Grazie alla grande curiosità che lo ha sempre contraddistinto fin da bambino, e che ancora oggi è vivissima, Giannaccini nella sua vita non è stato solo docente universitario ma anche giornalista, scrittore e da qualche anno storico delle vicende dell’Artiglio, per il quale ha scritto molti libri.
«Grazie al mio lavoro all’università e non solo – confessa Giannaccini – ho potuto girare il mondo, ho visto ogni angolo della terra, quando viaggiare non era né facile né economico come è oggi. Ho incontrato luoghi e persone che mi hanno sempre affascinato e non mi sono mai voluto fermare a una conoscenza approssimata, ma ho cercato di andare a fondo ad ogni argomento che mi colpiva».
Il libro è stato scritto in uno stile giornalistico, serrato, semplice ma che arriva al cuore, proprio come l’autore del quale non si può che rimanere affascinati.
Boris Giannaccini è un ragazzo di 90 anni con ancora tanta voglia di conoscere di imparare e anche di stupire e stupirsi, perché per lui la vita vale sempre la pena di essere vissuta.
«I grandi dolori – conclude Giannaccini – toccano tutti noi, è proprio quando sembra che la vita diventi insopportabile che si deve e si può raddrizzare, perché vale sempre la pena viverla fino in fondo». —
Maria Cristina Ercini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
