Il Tirreno

Versilia

stop all’inquinamento 

I balneari si mobilitano per evitare i divieti

Matteo Tuccini
I balneari si mobilitano per evitare i divieti

Proposto al Comune il sistema già in funzione a Lido «Tubi che portano al largo la sporcizia dei fiumi»

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marina di pietrasanta. Una soluzione tampone per evitare i divieti di balneazione causati dal mare inquinato. È quanto hanno chiesto i balneari di Marina all’amministrazione comunale. La soluzione, secondo quanto affermano i balneari stessi, è rappresentata dai cosiddetti “spandenti a mare”. Termine incomprensibile ai più, ma che indica un meccanismo assai facile da capire: si tratta di un sistema di tubi lunghi alcune centinaia di metri, che raccolgono la sporcizia alla foce dei fiumi e la portano al largo. Riducendo, così, la possibilità che i prelievi di Arpat indichino una presenza eccessiva di batteri fecali nelle acque marine. E quindi facciano scattare i divieti.

Il sistema è discusso e discutibile, ma è già operativo in Versilia: per la precisione nella vicina Lido. Dove sono in funzione tre di questi tubi alla Fossa dell’Abate. A questo proposito c’è anche un progetto per potenziare il sistema, che prevede un investimento di 400.000 euro per ampliare la portata degli “spandenti”. Ma il progetto al momento è fermo e causa ulteriori frizioni tra Camaiore e Viareggio.

Questo, però, interessa relativamente ai balneari di Marina. Che guardano proprio al sistema usato a Lido per scongiurare un’altra estate di divieti.

«Abbiamo detto all’amministrazione comunale – spiega Francesco Verona del bagno King, presidente del Consorzio balneari – che un sistema di tubi lunghi 300-400 metri potrebbe ridurre il rischio dei divieti di balneazione. Ovviamente questi spandenti dovrebbero essere piazzati su entrambe le foci di Fiumetto e Motrone, per ottenere risultati apprezzabili in tutto il nostro litorale: questo, lo comprendiamo, aumenta il costo dell’investimento». I tempi per realizzare tutto entro l’estate ci sarebbero: il lavoro in sé, secondo quanto riferiscono da Camaiore, dura un mesetto. Il problema è trovare i finanziamenti e avviare la complessa macchina burocratica, che sul tema ha sempre dimostrato enorme lentezza. Il Comune di Pietrasanta, per ora, non ha fornito una risposta ai balneari.

Nel frattempo il 17 febbraio è prevista una riunione a Firenze sulla questione del mare pulito. «Senza qualche accorgimento – conclude Verona – e senza i lavori su fognature e depuratori ci ritroveremo ancora una volta appesi alla speranza che non piova». L’anno scorso non andò bene: nel giro di pochi mesi ci furono 5 divieti di balneazione tra Motrone e Fiumetto. —

Matteo Tuccini

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