Il Tirreno

Versilia

Tutti i negozi sul web col marchio Pietrasanta? Sì, no, parliamone...

Luca Basile

Gli operatori del centro commentano la proposta lanciata da Sermattei: «Progetto non facile da attuare, in ogni caso pensiamo a valorizzare la città»

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Una piattaforma su internet per i soli negozi di Pietrasanta? La proposta lanciata da Stefano Sermattei, presidente de Le Botteghe di Pietrasanta divide e fa discutere. L’idea di mettere in vendita online articoli, pacchetti e servizi con la griffe della Piccola Atene per porre un freno al declino del commercio tradizionale ha il merito di innescare un vivace fronte di confronto.

«Un progetto interessante che vale la pena approfondire ed eventualmente vedere come sviluppare, soprattutto - è il pensiero di Laura Dinelli de L’Ottica Dinelli di via Mazzini - se vogliamo guardare a una clientela non della zona. Al tempo stesso però, bisogna lavorare per valorizzare il centro storico e per riportare le persone a frequentarlo. La bellezza dei borghi, dei suoi negozi e dello shopping all’aria aperta è senza eguali».

Perplesso Nicola Incepi di “Modà” di piazza Crispi. «Credo nell’appeal commerciale di Pietrasanta e infatti nei prossimi mesi aprirò un secondo negozio con un’altra linea di proposte di abbigliamento. Credo, invece, un po’ meno in una piattaforma online che riunisca tutte le attività della città; è un progetto complesso e di non facile applicazione. Parliamone, ma quello che più ci dovrebbe premere è un calendario di iniziative e eventi di qualità che oggi scarseggia».

Per l’orafo Giuseppe Corbelli di via Stagi «l’idea di una piattaforma online così come pensata può essere una risposta al difficile momento commerciale di Pietrasanta. Non so se sia la soluzione ma credo valga la pena tentare anche se per l’oreficeria, in particolare nel mio caso, non è il web il canale di vendita più indicato».

Carlo Corti, di “Sandro Ferrone” in piazza Duomo, boccia invece la proposta. «La vendita online presuppone costi di gestione importanti. Non possiamo certo metterci a fare concorrenza ai colossi di internet. In poche parole o ti dedichi all’online o privilegi un rapporto diretto con la clientela. Magari lavoriamo per avere una piazza con sculture tutto l’anno, quello sì. E comunque sono fiducioso sul futuro commerciale della città».

Dubbi rilanciati anche da Simone Andreano del ristorante Il Posto. «Sermattei ha ragione quando dice che stare fermi e non proporsi è come consegnarsi alla morte commerciale. Però pensare a una piattaforma online così articolata mi sembra troppo ambizioso e fuori contesto. Pietrasanta ha una sua unicità: arte, cultura, storia. Deve puntare su questo e non su un centro commerciale naturale via internet. Ma è giusto confrontarsi, solo così si possono risolvere i problemi».

Alessia Galeotti de Il Calzolaio di via Mazzini non dice no «a un portale online che faccia da riferimento alle attività commerciali di Pietrasanta. Detto questo servirebbero strutture di alto profilo che comunque sarebbero perdenti in un mercato, quello di internet, che ti stritola per la possibilità di applicare prezzi imbattibili. Insomma, mi sembra di complicata realizzazione senza dimenticare che ci sono articoli che non si prestano bene a questo genere di commercio. Magari dovremmo pensare a un centro storico sempre vivo e ricco di eventi così come valorizzato a suo tempo con sindaco Mallegni». —

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