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L’Asl rafforza il piano di controlli anti Coronavirus «Ma rischi ridotti»

Matteo Tuccini
L’Asl rafforza il piano di controlli anti Coronavirus «Ma rischi ridotti»

Vertice tra Igiene pubblica, pronto soccorso e 118. Ecco le misure di prevenzione e la guida ai sintomi

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VIAREGGIO. L’Asl alza lo stato di allerta contro il Coronavirus. Ma siamo ancora a una fase di tensione relativa: per intendersi quella in cui, nei film d’azione, il presidente Usa convoca i suoi esperti per una prima riunione. È quello che è successo ieri con il vertice che si è tenuto tra Igiene pubblica, pronto soccorso e 118. Il cui esito è decisamente meno drammatico di quanto si possa vedere nella finzione del grande schermo.

Secondo quanto afferma l’azienda sanitaria, infatti, i rischi per il nuovo Coronavirus sono contenuti e sotto monitoraggio continuo. Ovviamente, per non lasciare niente d’intentato, si è messo a un punto un sistema di controlli preventivi che possa consentire a tutti gli operatori sanitari di individuare un eventuale caso sospetto. E metterlo nelle mani di chi può svolgere gli accertamenti necessari. Per poi eventualmente sottoporlo alle terapie giuste. Gli stessi operatori si doteranno di ulteriori misure di prevenzione, come un maggior numero di mascherine, per non rischiare a loro volta.

Sono stati messi in guardia anche i medici di famiglia, perché siano in grado di segnalare e inviare in ospedale l’eventuale caso sospetto. Che verrebbe esaminato in pronto soccorso e, nel caso, inviato al reparto di malattie infettive del primo ospedale disponibile.

«L’obiettivo dell’Azienda – si spiega – è che tutti gli operatori in prima linea, in ospedale e sul territorio, siano pronti a riconoscere la sintomatologia associabile alla polmonite da Coronavirus su persone provenienti dalla Cina e che presentino difficoltà respiratorie, tosse secca, febbre». L’identikit, dunque, è questo: febbre alta, problemi respiratori seri e provenienza non tanto, o non solo, dalla Cina, quanto dalla zona di Wuhan. La città dove è scoppiata l’epidemia. Per essere considerati sospetti bisogna avere quei sintomi ed essere rientrati da là, oppure essere entrati in contatto con una persona che era là, purché negli ultimi 14 giorni, il periodo dell’incubazione del virus. Superato quel tempo limite, non c’è più possibilità di essere infetti.

«Il nuovo Coronavirus – spiega il dottor Franco Barghini, responsabile Asl dell’Igiene pubblica in Versilia – ha finora fatto registrare 2.700 casi confermati e 80 decessi in Cina, quindi con una mortalità (è il 3% circa, ndr) di gran lunga inferiore alla Sars, che è del 40-50%. Nessun caso è stato finora registrato in Italia, i più vicini sono i 3 pazienti infettati in Francia. Naturalmente la capacità di contagio è apparsa importante e va contenuta. Ma bisogna dire che la Cina, a differenza di altre situazioni simili in passato, sembra stia contenendo in maniera efficace l’epidemia».

«Anche se la probabilità di introduzione del virus nei Paesi dell’Unione Europea è considerata ancora moderata – afferma l’Asl – è sempre importante mantenere alti i livelli d’attenzione e l’Asl Toscana nordovest, come tutta la Regione Toscana, è pronta per ogni evenienza. Al momento nel territorio aziendale non ci sono problematiche particolari, ma solo un generico ma doveroso stato d’allerta. Da ribadire in ogni caso – conclude l’Asl – le raccomandazioni per ridurre l’esposizione e la trasmissione di una serie di malattie respiratorie, che comprendono il mantenimento dell’igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie. Ad esempio mettere in atto la cosiddetta “etichetta della tosse”, coprendosi bocca e naso e ancora gettare i fazzoletti utilizzati immediatamente dopo l’uso e lavarsi le mani».
 

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