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solidarietÀ 

Arci e Uovo di Colombo lanciano gli orti di via Comparini

Simone Pierotti

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VIAREGGIO. Metti insieme l’idea di integrare rifugiati e beneficiari dei servizi di salute mentale con la coltivazione di frutta e verdura a chilometro zero ed ecco che ne viene fuori un’iniziativa legata all’agricoltura sociale. Si chiama “Tilè Ortofrutta” e a svilupparlo sono il comitato territoriale di Lucca e Versilia dell’Arci e l’associazione Uovo di Colombo di Viareggio che si occupa della riacquisizione del pieno diritto di cittadinanza di persone che per problemi di salute mentale, di disabilità o di dipendenze sono a rischio di esclusione sociale.

Il progetto Tilè Ortofrutta – tilè significa “sole” in soninke, una delle lingue principali del Mali – è nato prima di tutto dalla volontà di Arci e Uovo di Colombo di rilanciare e recuperare, per la comunità, gli appezzamenti di via dei Comparini a Viareggio, nei pressi del quartier generale di una delle due associazioni.

«Sì, dietro la sede dell’Uovo di Colombo ci sono questi campi che erano dismessi – racconta Stefano Piccolomini dell’Arci Versilia –: si parla di mille metri quadri di terreno. Li abbiamo recuperati insieme a loro e abbiamo potuto inserire un paio di beneficiari del nostro progetto Sprar per l’accoglienza integrata dei richiedenti asilo. Mettere insieme rifugiati e soggetti svantaggiati è sicuramente un'idea diversa dal solito. E fare rete tra associazioni è fondamentale: se ognuno va per conto proprio diventa più difficile realizzare i propri progetti. Oltretutto questa “agricoltura sociale” va ad inserirsi all'interno di un quartiere, l'ex Campo d'Aviazione, prettamente residenziale».

Piccolomini spiega come funzionerà Tilè Ortofrutta: «Abbiamo appena effettuato la piantumazione, tra una ventina di giorni avremo il primo raccolto. Questo verrà poi venduto presso la bottega dell’Uovo di Colombo. Sarà tutto rigorosamente a chilometro zero e saranno solo frutta e verdura di stagione, senza utilizzare diserbanti e concimi non naturali. Oltretutto i prodotti saranno distribuiti con attenzione al costo della materia prima e con particolare considerazione verso i più deboli. Insomma, frutta e verdura di prima qualità saranno venduti a prezzi contenuti», aggiunge Piccolomini.

Che conclude: «L’iniziativa è aperta «a tutti quelli che vogliono darci una mano, anche come semplici volontari. Anzi, in cantiere ci sono anche dei laboratori con consigli e suggerimenti per iniziare coltivarsi in casa un piccolo orto».

Un’occasione, insomma, per nutrirsi bene e per conoscere meglio la realtà dell’Uovo d Colombo, associazione ormai consolidata in città per le numerose attività che svolge e propone anche all’esterno. È proprio il caso di dire che l’attesa è alta per i primi “frutti” di questa nuova esperienza. solidale. —

Simone Pierotti

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