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dissesto a massarosa 

Il centrodestra: il ricorso al Tar sarà gravoso per i cittadini

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Massarosa. «Dopo aver causato il dissesto per la disastrosa gestione economica degli ultimi 10 anni, l’opposizione fa ricorso al Tar contro se stessa e contro la presa d’atto di questa amministrazione attuando il piano B per la distruzione di Massarosa». Lo hanno scritto in una nota la Lega, Forza Italia, Civica Massarosa e Fratelli d’Italia.

Secondo la maggioranza di Massarosa infatti il ricorso al Tar è «disastroso» per due motivi. Primo, «costerà ai cittadini decine di migliaia di euro in una situazione già fortemente compromessa nella quale abbiamo difficoltà per eseguire anche i minimi lavori. Un dissesto supportato dai numeri, certificato dagli organi della prefettura e già nelle mani della Corte dei Conti e del Ministero». Secondo perché «il nostro Comune – scrive ancora la maggioranza – ha debiti scaduti verso fornitori per circa 7 milioni di euro. Quasi quotidianamente i creditori scrivono richieste ufficiali, chiedono appuntamento col sindaco o con gli uffici per ottenere di essere pagati informandoci di voler procedere per vie legali se non ottemperiamo. Da luglio però, dopo la certificazione della dirigente della mancanza degli equilibri di bilancio e oggi con la procedura di dissesto in atto, nessuno può fare ingiunzioni o pignoramenti all’ente così da permetterci di trovare una via d’uscita. Se disgraziatamente la sospensiva richiesta dalla minoranza venisse accolta, lo scudo che oggi abbiamo verso i fornitori cadrebbe e a quel punto gli atti ingiuntivi e i pignoramenti arriveranno». C’è poi il fatto che secondo Lega, Forza Italia, Civica Massarosa e Fratelli d’Italia, il ricorso al Tar notificato in questi giorni in Comune è sottoscritto anche da «450 cittadini che ne saranno responsabili in sede civile e penale per revocare la delibera del dissesto».

Ha risposto per il centrosinistra l’avvocato Giancarlo Altavilla, il legale che ha presentato il ricorso: «Sappiano i cittadini, ricorrenti e non, che adire il Tar è la più civile delle opzioni possibili per censurare gli atti comunali e che ricorrere alla giustizia amministrativa non espone ad alcun rischio di responsabilità penali e civili». Inoltre ha aggiunto che «il dissesto di Massarosa, improvvido e foriero di nuove tasse, sarà giudicato – spiega l’avvocato – dal tribunale amministrativo regionale: e questa è la garanzia della democraticità del sistema politico-istituzionale italiano (anche a Massarosa)». —

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