Sicurezza
Il vincitore: per me questa è la canzone ufficiale del Carnevale 2020
VIAREGGIO. Stessa storia, stesso posto, stesso esito. Non sappiamo se Massimiliano Marchetti, il nuovo vincitore del Festival di Burlamacco, sia un fan di Max Pezzali e degli 883, ma nel suo caso viene naturale rivisitare l’incipt de “Gli anni”. Già: gli anni. Ne sono passati sette da quando, sempre sul palco del Teatro Jenco, vinse il Festival di Burlamacco per la prima volta: era in coppia con Giulia Distefano e “La mia favola” venne proclamata al contempo canzone ufficiale. Stavolta si è presentato da solista e “Viareggio salvami” non può godere di quel titolo. «Io la considero comunque canzone ufficiale – chiosa lui – scrivetelo pure».
Di diverso rispetto al 2013, semmai, c’è che non ha alzato al cielo solo il Burlamacco in cartapesta, scolpito da Alessandro Falcinelli: porta a casa pure il premio Tony Filippini quale miglior interprete – il riconoscimento alla memoria di Pierino Ghilarducci per il testo più bello è invece andato a “Bur-la-mac-co” di Daniele Chicca e Alessandro Turri. Una doppietta che emoziona anche chi, come lui, s'è confrontato con sfide come il talent show “The voice” su Raidue e Area Sanremo al festival per antonomasia. «Ma il palco ti emoziona sempre: puoi essere Lady Gaga come uno qualsiasi, i primi cinque minuti ti danno un’adrenalina incredibile – racconta Marchetti - tra pochi giorni è il mio compleanno e mi sono fatto proprio un bel regalo». Ma cos’è stato decisivo? Il testo o l’interpretazione? «Visto che ho vinto anche il premio Filippini, direi che è un cinquanta e cinquanta: fra l’altro Daniele Paolinelli mi aveva contattato solo tre giorni prima che scadesse il bando. Mi voleva fortemente, è venuto perfino alla stazione di servizio dove lavoro a chiedermi di accettare…».
Paolinelli è alla quinta vittoria come “paroliere” dal 2014 a oggi: «E la prima arrivò proprio qui al Teatro Jenco. Come si scrive una canzone di Carnevale? Tutto parte dalla melodia che va a pescare fra i tuoi ricordi: il resto viene da sé».
Primo successo come autore per Alberto Martinelli: «Siamo felici che sia venuta fuori una bella canzone apprezzata dal pubblico in teatro: l’ufficialità te la danno proprio i viareggini che la cantano a Carnevale».
Al secondo posto Nicola Petrucci, al debutto da solista dopo due partecipazioni con il gruppo dei Promises: «Certo, mia moglie Laura mi aveva detto “Portimi a casa il Burlamacco” e non ce l’ho fatta per un soffio – dice lui ridendo – ma son contento, naturalmente: è una grande emozione, ero convinto di aver fatto un bel pezzo. La canzone non è stata forzata, è nata da sola e tutto è venuto in maniera naturale. Dedico questo traguardo a lei, Laura, e a nostro figlio Lorenzo».
Sul podio anche un altro debuttante, quel Manolo Strimpelli – nome d’arte di Manolo Bassini – da Pescia che con la sua “gastromusic” ha saputo calarsi immediatamente nello spirito del Festival: «Questa canzone è nata dieci anni fa, quando mi esibivo in un locale qua a Viareggio lanciando i coriandoli – ricorda lui – era da tempo che volevo scrivere qualcosa, ma prima dovevo vivere il Carnevale come un’esperienza e grazie al Rione Darsena l’ho potuto fare. Nasce come un inno alla vita e nel frattempo mia sorella Elisa ha avuto un incidente: ora per fortuna si sta riprendendo. La mia dedica è per lei a cui penserò ogni volta che riascolterò questa canzone». —
S.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
