Gioco
Carnevale, Marchetti trionfa al festival che prende in giro il sindaco
Con la canzone “Viareggio salvami” ha preceduto Petrucci e Strimpelli. Del Ghingaro preso di mira con la parodia di Peter Pan e brani musicali
VIAREGGIO. Sembra quasi il titolo perfetto per tratteggiare un Carnevale che, nell’anno delle amministrative, rischia di venire strumentalizzato, d’essere terreno di scontro in campagna elettorale: “Viareggio salvami”. Alberto Martinelli e Daniele Paolinelli l’hanno scritta, Massimiliano Marchetti l’ha cantata: è la canzone vincitrice del quattordicesimo Festival di Burlamacco. Al secondo posto “Il diario di un carrista” di Nicola Petrucci davanti a “Un coriandolo è per sempre” di Manolo Strimpelli.
Ispirato quest’anno alla storia di Peter Pan, il concorso organizzato dal movimento dei Carnevalari è ritornato alle sue origini, quando si svolgeva in due serate al Teatro Jenco e non eleggeva ancora la canzone ufficiale. Ma chi si aspettava una critica feroce alla Fondazione Carnevale per la scelta, dopo otto anni, di non concedere più quest’ufficialità s’è dovuto ricredere: l’ente che organizza le sfilate e la presidente Marialina Marcucci non sono mai stati citati. Certo, i Carnevalari non sono rimasti in silenzio. E hanno improvvisato un “piccolo omaggio digitale” – il riferimento è a “La famiglia digitale”, la canzone commissionata dalla Fondazione a Tiziano Jannacci - rileggendo in chiave viareggina di “Ho visto un re” di Enzo Jannacci. “Povero re, e povero anche il carnevale” solfeggiano i presentatori Luca e Leonardo Bonuccelli, Martina Del Chicca, Andrea Paci e Vanessa Vannucci, affiancati dalle “sirene” Lucia Garelli, Rosina Kovanova e Brenda Rosi.
Chi invece è stato tirato in ballo più e più volte è il sindaco Giorgio Del Ghingaro fin dalle prime battute: Luca Bonuccelli è uscito dalle quinte dello Jenco vestito da Capitan Giorgino, terrorizzato dal coccodrillo delle elezioni amministrative. E ancora: “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri che diventa “Perdere il Comune”, “Tu vuo' fa' il viareggino” e la travolgente “Io sono Giorgio”, tratta dal celebre remix di un discorso della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. E poi il restyling della Torre Matilde, «le strade da asfalta’» e naturalmente le oceaniche, le opere d’arte di Giulio Turcato rimosse da piazza Puccini fra le polemiche, che qui Peter Pan, Wendy e Trilli vorrebbero usare a mo' di tavola da surf.
Per il resto, i Carnevalari hanno cercato di non dimenticarsi proprio di nessuno: hanno ricordato il carrista Arnaldo Galli e il pittore Giorgio Michetti, omaggiato la band dei Masnada per i loro 25 anni di attività, ricordato il gemellaggio nato con la città di Los Realejos nelle Canarie e dato spazio ai bimbi delle scuole Santa Marta e Santa Dorotea, a cui è andato il premio speciale per la miglior coreografia. Senza trascurare il fine benefico del Festival il cui ricavato andrà a favore di Croce Rossa, Croce Verde e Misericordia. Altro che “la Viareggio che non c'è”...
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