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Sea perde la causa al Consiglio di Stato per il servizio a Camaiore

Donatella Francesconi
Sea perde la causa al Consiglio di Stato per il servizio a Camaiore

I giudici amministrativi hanno dato ragione al sindaco Del Dotto La Cgil: «Il presidente Miracolo convochi subito una riunione»

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La documentazione che il Comune di Camaiore ha portato davanti ai giudici del Consiglio di Stato (difeso dall’avvocato Giuseppe Toscano) motiva pienamente la necessità dell’amministrazione del sindaco Alessandro Del Dotto di adempiere all’«obbligo di ovviare senz'altro indugio ad un sistema gestionale che, non perseguendo gli obiettivi minimi prescritti, comporta un evidente disservizio traducibile in maggior onere finanziario, minore tutela dell'ambiente e della salute pubblica, con generale danno a carico della comunità». Lo ha stabilito la sentenza del quinta sezione del Consiglio di Stato. Che ha respinto il ricorso di Sea Ambiente (avvocati Silvio Bozzi, Franco Gaetano Scoca e Ignazio Tranquilli) e Comune di Viareggio (avvocato Leonardo Masi) contro la pronuncia del Tar Toscana che aveva dato ragione al Comune di Camaiore ed alla società Ersu (presidente Alberto Ramacciotti, avvocati Francesco Paoletti ed Elisa Vannucci Zauli).

Insomma, bene ha fatto il sindaco Alessandro Del Dotto a non venire meno all’obbligo di garantire alla sua comunità un servizio efficiente e dal prezzo giusto. Anche a costo di cambiare gestore del servizio stesso, passando da Sea Ambiente ad Ersu. In realtà, oggi, entrambe le società sono della stessa RetiAmbiente, interamente pubblica e- così il ricorso - “in house”. Peccato che i giudici del Consiglio di Stato siano quasi chirurgici su questo punto. Ricordando che al momento lo status di società “in house” soggetta a controllo analogo da parte degli stessi Comuni, per RetiAmbiente è solo «oggetto di mera indicazione prospettica». Perché il percorso non è stato ancora completato.

L’avvocato Fabrizio Miracolo, presidente di Sea Ambiente, interpellato ieri mattina dal Tirreno, ha risposto «nessun commento». E deve essere stata una doccia ben gelata visto che lo stesso, da tempo andava tuonando negli incontri ufficiali di non esservi alcun recesso dal contratto da parte del Comune di Camaiore. Rimane convocato, conferma Miracolo, il consiglio di amministrazione di Sea Ambiente fissato per il 31 gennaio, nel corso del quale sarà sciolto il nodo della «valutazione su eventuali esuberi».

Nessuna reazione dal Comune di Viareggio che, nel non ricevere la Cgil che aveva chiesto un incontro con il sindaco Giorgio Del Ghingaro, nei mesi scorsi aveva puntualizzato di essere ente “terzo” in una vicenda che riguardava totalmente RetiAmbiente del presidente Daniele Fortini. Società che al Tar si era costituita, salvo non proseguire nel ricorso al Consiglio di Stato.

Fortissima preoccupazione per il futuro dei lavoratori Sea è espressa da Michele Massari per la Cgil Funzione pubblica: «Ci aspettiamo che Sea convochi immediatamente una riunione». Considerando che in ballo non c’è solo il futuro dei dipendenti, ma la tenuta dei bilanci di una società che è andata a perdere un 30% di servizio e che conta su una ricapitalizzazione da parte degli altri Comuni soci di RetiAmbiente che non è scontata.

La sentenza del Consiglio di Stato - commenta il capogruppo Pd in consiglio, Luca Poletti - «chiude la partita e dimostra un fatto importante: i problemi politici e amministrativi non si risolvono con i tribunali. Il Comune di Viareggio ha preteso per Sea Ambiente un cda che non ha saputo far altro che litigare e si è pure aumentato il compenso. Un cda che ha deciso le politiche di questi ultimi tempi portando la società al collasso con un'esigenza di ricapitalizzazione senza la quale è difficile sostenere che possa rimanere in piedi. Un cda che farebbe bene a dare le dimissioni». —





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