Il Tirreno

Versilia

il caso pietrasanta sviluppo 

La Lega si spacca e Viviani resta in sella

L.B.
La Lega si spacca e Viviani resta in sella

Bigi vota no alle dimissioni, Da Prato e Tognini si astengono Il sindaco: lo avevano voluto loro, prendano una decisione

2 MINUTI DI LETTURA





pietrasanta. Mozione bocciata, caso sempre aperto. Il consiglio comunale boccia la richiesta di dimissioni dell’amministratore della Pietrasanta Sviluppo Claudio Viviani: a favore Pd, Italia Viva, Fratelli d’Italia, Siamo Pietrasanta, Movimento 5 stelle; contrari Forza Italia, Pietrasanta prima di tutto e Paolo Bigi della Lega. Ma il sindaco Alberto Giovannetti passa la palla, avvelenata, alla stessa Lega. «Sono stati loro ad indicarmi a suo tempo Viviani: se lo vogliono rimuovere, mi facciano sapere. Nel caso lo convocherò e valuteremo. Dal punto di vista squisitamente tecnico, Viviani sta amministrando bene. Conosciamo allo stesso tempo anche il suo temperamento e il suo carattere». Con Riccardo Cavirani, commissario della Lega Versilia medicea che nel ricordare l’espulsione di Viviani dal partito del Carroccio aggiunge: «I suoi attacchi pubblici hanno messo in difficoltà e in ridicolo prima di tutto la figura del sindaco, che resta il punto di riferimento della nostra coalizione e pertanto riteniamo di non poter prendere in alcun modo le difese di Viviani. Ci siamo astenuti per serietà e coerenza. La stessa coerenza che mi aspetto da parte di questa amministrazione comunale nei confronti della Lega e dei suoi consiglieri comunali».

Il problema è che proprio la Lega, lunedì scorso, al momento del voto sulla mozione, si è clamorosamente divisa. Sandra Da Prato e Antonio Tognini che hanno dato seguito alle indicazione di partito e si sono astenuti, mentre Bigi, come detto, ha bocciato la mozione presentata dal Pd. Mozione che, però, sarebbe stata approvata se l’opposizione fosse stata al completo: l’assenza di Italo Viti, Siamo Pietrasanta, alla fine si è rivelata decisiva. «Come Gruppo consiliare del Pd – si legge in una nota – avevamo da tempo presentato una mozione per evidenziare i deludenti risultati della Pietrasanta Sviluppo e per chiedere le dimissioni o il licenziamento di Viviani. Avere imposto, grazie a una interpretazione fantasiosa e molto discutibile del segretario comunale (che si è avvalso di una norma del regolamento, ndr) una seduta a porte chiuse, cacciando di fatto i numerosi cittadini presenti dall’aula che appartiene a tutti, è un fatto grave da un punto di vista istituzionale e dall’altro lato dimostra la totale incapacità politica di un sindaco che non ha più nessuna forza persuasiva sui suoi alleati. A cose normali Viviani avrebbe già dovuto rassegnare le dimissioni, visto che lui è lì per nomina politica. Per quanto riguarda la Lega di Pietrasanta, ha dimostrato di non essere un partito con struttura e classe dirigente, ma di dipendere esclusivamente da colui che a Pietrasanta divide e impera da anni: il senatore». —

L.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze