Il Tirreno

Versilia

un nuovo regolamento 

Immobili da vendere, il Comune accelera e vuole un censimento

D.F.
Immobili da vendere, il Comune accelera e vuole un censimento

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VIAREGGIO. La Casa delle donne, l’ex circoscrizione Marco Polo (per la quale c’è anche l’ipotesi di un affitto), l’appartamento al primo piano dell’edificio che sul Lungocanale ospita la sede della Autorità portuale regionale, una porzione del fabbricato "Eden", in Passeggiata, una serie di terreni ricevuto grazie al Federalismo demaniale, l’ex commissariato di pubblica sicurezza e poi sede della Cgil in via Battisti ad un passo dal Municipio: sono alcune dei beni che - nell’elenco del patrimonio comunale - sono considerati tra quelli vendibili. Operazione sulla quale l’amministrazione comunale intende accelerare, portando al prossimo consiglio - il 27 gennaio - le modifiche al Regolamento per la gestione ed alienazione del patrimonio immobiliare del Comune. Tra le novità la richiesta, a tutti gli uffici, «al fine di garantire il tempestivo aggiornamento dell’inventario immobiliare», di «trasmettere adeguata nota informativa al Servizio Patrimonio allegando copia degli atti e/o provvedimenti modificativi, incluse altresì variazioni catastali, nuovi accampionamenti, rilievi plano volumetrici, con relativa redazione grafica degli immobili». Nell’ottica dell’aggiornamento dell’inventario immobiliare, inoltre, «nel caso in cui gli immobili necessitino di aggiornamenti catastali, mancanza di dati tecnici, elaborati grafici, certificazioni varie, quali agibilità, e conformità varie, sarà cura dell’Ufficio tecnico effettuare gli aggiornamenti e reperire tutta la necessaria documentazione, che dovrà essere successivamente inoltrata all’Ufficio Patrimonio a cui spetterà l’onere dell’inserimento dei dati acquisiti per l’aggiornamento dell’inventario immobiliare». Che il Comun intende avere aggiornato quanto prima.

Novità anche sul fronte dei canoni, in caso di immobili dati in concessione. Spetterà infatti alla Giunta (e non più al consiglio comunale) decidere se al bene viene applicato un “canone ricognitorio”, «rappresentante esclusivamente la somma dovuta a titolo di riconoscimento del diritto di proprietà del Comune sul bene oggetto della concessa disponibilità», oppure un “canone non ricognitorio”, dunque vero e proprio.

Per quanto riguarda, invece, gli immobili che il Comune deciderà di vendere sarà il consiglio comunale ad adottare la deliberazione che dà il via alla procedura di messa all’asta dei beni. «Con delibera di consiglio comunale», così l’articolo 46l, punto 4, «si approva la vendita dell’immobile e con successiva determinazione dirigenziale, si dispone la vendita, previa verifica del possesso dei requisiti».

Per quanto riguarda, invece, l’assegnazione di immobili viene introdotta una «procedura selettiva» che «dovrà essere svolta mediante valutazione della qualità dell’offerta presentata sulla base di criteri di aggiudicazione, da individuare in relazione al singolo affidamento e da inserire obbligatoriamente nell’avviso di selezione, con assegnazione a ciascuno del relativo punteggio di merito». Insomma, una vera e propria selezione. —

D.F.

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