Il Tirreno

Versilia

Via alle assunzioni di altri bidelli ma in quaranta verranno licenziati

Melania Carnevali
Via alle assunzioni di altri bidelli ma in quaranta verranno licenziati

I lavoratori delle società esterne di pulizie entreranno nell’organico della scuola, ma non ci sono abbastanza posti per tutti

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VIAREGGIO. La buona notizia è che 59 donne e uomini delle pulizie dal primo marzo entreranno ufficialmente nel personale Ata della scuola, quindi dello Stato. Basta insomma cooperative. La brutta notizia è che un’altra quarantina di loro perderà tutto, anche quel lavoro, magari precario e magari anche mal retribuito, che alla fine però serviva per portare uno stipendio a casa. Spesso l’unico.

La legge di bilancio del 2019 ha stabilito infatti che da quest’anno i servizi di pulizie nelle scuole vengano effettuati da personale dipendente appartenente al profilo dei collaboratori scolastici e non più da società esterne. Allo stesso tempo ha previsto l’immissione in ruolo di nuovo personale proveniente proprio dalla platea di lavoratori dipendenti delle imprese che hanno fino ad oggi lavorato nelle scuole. Il problema è che i posti messi a disposizione dal ministero dell’istruzione sono meno di quelli dei lavoratori. Inoltre molti di loro non hanno i requisiti necessari per essere inseriti nelle graduatorie del personale Ata. E il risultato è che dal primo marzo una quarantina di persone, in Versilia, rimarrà senza lavoro.

Via alle assunzioni

I posti vacanti in provincia, che verranno coperti a partire dal primo marzo, sono 121, 69 solo nelle scuole della Versilia. I lavoratori delle cooperative invece, in tutta la provincia, sono 174. Questo significa che 53 di loro tra poco più di un mese rimarranno senza lavoro. Alcuni di loro entreranno in graduatoria in attesa del posto (con pensionamenti, malattie, mobilità), altri non avranno nemmeno quel diritto.

I requisiti

Per partecipare al bando (scaduto l’8 gennaio) bisognava avere come requisiti: il diploma di terza media e l’aver svolto per almeno dieci anni, anche non continuativi ma inclusi il 2018 e il 2019, «servizi di pulizia e ausiliari – si legge nell’atto – presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento di tali servizi». Requisiti che non tutti avevano. Senza dimenticare che anche quelli che verranno assunti potrebbero vedersi ridurre l’orario di lavoro da full-time a part-time. «Le assunzioni a tempo indeterminato – si legge ancora nel bando – sono effettuate mediante stipula di contratti a tempo pieno e/o parziale dei limiti finanziari complessivi di 11.263 unità». In Toscana ne verranno assunti 595.

Sos deI sindacati

«La cosa positiva è che si tratta di posti nuovi. La beffa è che alcune delle lavoratrici storiche rimarranno senza lavoro. E spesso loro sono l’unica fonte di sostentamento in famiglia», commenta Antonio Mercuri, segretario provinciale della Flc Cgil. I sindacati hanno indetto uno sciopero generale per il 21 gennaio e scenderanno anche in piazza a Roma per chiedere una soluzione per quei lavoratori che rischiano il posto di lavoro. È sì vero che, in teoria, potrebbero continuare a lavorare per le cooperative, ma le cooperative perderanno l’appalto nelle scuole. E non è poco. Tant’è che le varie società italiane hanno già avviato le procedure di licenziamento. Cgil, Cisl e Uil intanto hanno chiesto un tavolo interministeriale sotto l’egida della presidenza del Consiglio. «Un incontro non più rinviabile», dicono. «In Italia – commenta ancora Mercuri – sono circa 5mila le persone che perderanno il posto di lavoro». Un’altra Ilva. —
 

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