Il Tirreno

Versilia

Nasce l'associazione Garden Club: «Vogliamo trasformare la nostra Versilia in un gran giardino»

Adolfo Lippi
Nasce l'associazione Garden Club: «Vogliamo trasformare la nostra Versilia in un gran giardino»

L’associazione si è riunita al Gran Caffè Margherita. Fra i promotori la professoressa Maria Adriana Giusti

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VERSILIA. La Versilia, per propria vocazione ed anche utilità economica, dovrebbe essere, potrebbe essere, tutta un giardino. Dal mare alle Apuane questa terra cantata da D'Annunzio a Montale offre spazi di verde pubblico e privati, vastissimi. Dal Lago di Massaciuccoli alle vette delle Alpi Apuane la natura propose incanti e tesori paesaggistici.

Purtroppo però gli uomini, cioè noi, dimentichiamo spesso questi valori. E allora, meno male, ecco sorgere un'associazione che ha per titolo "Garden club", cinquanta soci iniziali, che si propone di segnalare alle autorità tutte, per poi attivarle, i mali che affliggono questo vasto e raro patrimonio ambientale. Di questa associazione è ideatrice e promotrice Maria Adriana Giusti, insegnante al Politecnico di Torino (ma per anni ha insegnato all'Università di Pisa), scrittrice nota ed appassionata di architettura e moda ed arte della riviera, adesso curatrice di quell'attesissima mostra sui duecento anni di città a Viareggio dove compariranno le opere di pittori e scultori significanti il passato.

Con Adriana Giusti, che sere fa al Gran Caffè Margherita, ha presieduto un raduno conviviale di soci, è così assai produttivo fare il punto sullo stato dell'ambiente in Versilia. Anche perché proprio in questi giorni la Comunità Europea ha stanziato investimenti miliardari nel settore, per mettere l'ecologia al centro delle politiche nazionali e transazionali. Anche perché è ormai a tutti noto come di inquinamento non soltanto si soffre ma si può anche morire ed i cambiamenti climatici se non si prendono immediati provvedimenti faranno sì che tra cinquanta anni si andrà in patino a Pedona. Cioè il mare ritornerà fino alle nostre immediate colline.

Allora quali sono i problemi, tutti urgenti, per dare una forte sistemata al paesaggio? Intanto bisogna capire, ben spiega Adriana Giusti, appassionandosi, come dare risposte ai guasti nell'ambiente sia fare cultura, sia fare arte e non solo. È anche fare vita visto le minacce segnalate ormai da milioni di giovani in ogni dove nel mondo che vedono minacciata la loro esistenza futura.

E poi ecco i problemi: occorre rimboscare le pinete là dove i pini, per ragioni anche legittime, vengono segati ed abbattuti. Una volta, intere strade di Viareggio erano alberate di aranci, querce, oleandri, olivi. Adesso, basta guardare piazza d'Azeglio (anche per l'occupazione di spazi con le "ghidone"), la vegetazione è assai diminuita e stenta a rifiorire. E poi se si sono tagliati tantissimi pini attorno alla via Fratti perché non sostituirli nel presto?

Dei medesimi affanni soffre il parco della Versiliana, mentre necessita una costante attenzione alle palme dei lungo mare, che, una alla volta, invecchiano e seccano.

Dice Maria Adriana Giusti: bisogna pensare ed organizzare veri e propri corridoi verdi che dalla marina conducano all'interno, corridoi di bellezza necessari anche perché il turismo si sta spingendo nell'entroterra. Dopo il verde sono necessari interventi rapidi per sistemare i fiumi.

Il "Versilia" fiume madre di questa antica terra è rovinato nei lungo fiumi da Seravezza a Pietrasanta al mare. Decine di fabbriche scaricano ogni cosa e ogni porcheria nel fiume ed è vergognosa la situazione dell'ecosistema. Perché non trasferire in zone a vocazione industriale queste fabbriche? Perché lasciarle lavorare rovinando l'andamento delle acque?

Andando oltre vi è poi da segnalare l’inquinamento sonoro causato dalla scarsa propensione degli auto e motociclisti a regolare gli scarichi. La sorveglianza sulle strade, nonostante i copiosi nuclei dei vigili urbani, è solo dedicata a far multe per i divieti di sosta. In Alta Versilia transitano camion rumorosissimi e tutto viene permesso.

Meglio va la condizione del mare. Dice Adriana Giusti che l'Arpat ha buoni tecnici e svolge compiti assidui e producenti risultati apprezzabili. Certo è che non sempre le nostre acque vincono le bandiere per la migliore balneazione. In certe tornate estive fare il bagno è problematico. Quindi l'azione dell'Arpat dev'essere ancora più intensa e i comuni devono intervenire con più coraggio e decisione.

Aggiunge la Giusti: anche l'arte, mettiamo le sculture, devono supportare il paesaggio. La bellezza va distribuita. Statue e sculture possono benissimo venir messe anche nelle periferie e nei corridoi verdi. Non basta affollare il centro di Pietrasanta. Così il "Garden club" intende provocare una vasta sensibilizzazione alle problematiche ambientali. Il giardinaggio che era appannaggio di gentili signore sole, con il pallino delle azalee e dei roseti, deve diventare per i soci di questa nuova associazione ambientalista, uno strumento di forte appoggio a quanti si battono, come la benemerita "Italia Nostra", perché la natura continui nel futuro non solo a consolarci ma anche a farci vivere meglio. —
 

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di Redazione web