Gioco
Salvini, l’amaro italiano Ceragioli punta tutto sulla satira politica
Viareggio. Tra le mascherate di gruppo resiste ancora un pochino, la satira. Ma fra i carri, sia grandi che piccoli, no: niente faccioni di politici. Con un’unica eccezione: Edoardo Ceragioli. Sul suo nuovo carro di seconda categoria “L’amaro italiano” troverà posto la caricatura del leader leghista Matteo Salvini in quello che è un tentativo di «fotografare il momento storico che stiamo attraversando». Un’istantanea sulla propaganda dell’ex vicepremier «che fa politica sulla pelle della gente», dove i migranti «diventano numeri, e non più persone».
IL SOGGETTO
«Ci avevo visto bene quando ho fatto il bozzetto...» L’orgoglio di Ceragioli è comprensibile: un carrista sa perfettamente che, se decide di cimentarsi con la satira politica, deve scegliere personaggi e temi in grado di rimanere attuali per parecchi mesi. Un’utopia, al giorno d’oggi: l’instabilità dei governi, i dietrofront, i cambi di casacca mettono a dura prova la creatività dei costruttori. «C’era già il preludio che cadesse il governo gialloverde, ma avevo lasciato volutamente fuori l’altro vicepremier Luigi Di Maio. E quindi mi sono concentrato solo su Salvini: pur non essendo più ministro degli Interni continua comunque a portare avanti la sua idea, a parlare di ‘porti chiusi’. Da cittadino tutto questo genera amarezza, tanto per tornare al titolo del carro: da costruttore, invece, dico che almeno fa gioco al mio carro. Purtroppo, aggiungo».
Secondo Ceragioli, “il tema è ancora attuale: alla radio continuo a sentire un sacco di notizie sugli sbarchi dei migranti. Anche Checco Zalone ne parla nel suo ultimo film, in maniera ironica ma non troppo: non l’ho ancora visto, ci andrò».
IL CARRO
La costruzione, lo dice Ceragioli stesso, «è ricca di simbologie di facile lettura». E allora andiamo a vederle. Intanto spicca una scritta con il titolo del carro che riprende il gusto e la grafia della cartellonistica pubblicitaria degli anni Cinquanta: un Salvini barista, che indossa un grembiule con il Sole delle Alpi in bella mostra e una bandiera dell’Europa a mo’ di straccio, offre a una conturbante signora il Marenegro, «l’amaro italiano» come recita per l’appunto il titolo. La donna rappresenta l’Italia, come s’intuisce facilmente dal vestito tricolore: la parte verde rappresenta quella percentuale della popolazione «che si beve, è proprio il caso di dire, la propaganda di Salvini» e continua a sostenerlo, nella parte bianca si trovano gli indecisi mentre in quella rossa spuntano delle barche di carta a simboleggiare i migranti, ben rappresentati da alcune sagome. «Perché quando se ne parla sembra che siano ombre, numeri, ma non persone».
La donna stringe in mano un binocolo «perché i naufragi dei migranti li vediamo da lontano, come se non ci toccassero direttamente».
Particolarmente studiata la coreografia che si avvarrà di una canzone composta appositamente per il carro da Daniele Biagini e Simone Remedi: le maschere avranno vestiti di colore bianco, rosso e verde e formeranno la bandiera italiana. Una barca, poi, passerà in mezzo e la dividerà a metà, metafora del Paese spaccato in due sul tema. «Niente è stato lasciato al caso», conclude Ceragioli. Impossibile fare altrimenti: del resto, è l'anno decisivo per gli avanzamenti e le retrocessioni. Ci si gioca tutto. —
Simone Pierotti
(10 - continua)
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