Gioco
San Valentino da innamorati tra Burlamacco e Croce Verde
La sera di venerdì 14 febbraio tutti alla festa del rione in via Garibaldi Carla Vivoli: «E dal prossimo anno torneremo alla formula delle tre serate»
“Rione Croce Verde-Centro, il rione che ti rimane dentro”. Da quanto tempo non si sente più riecheggiare dai diffusori lungo la via Garibaldi l’inconfondibile jingle con la voce di Muzio Gianni… Dal 2011, per la precisione, ultimo anno della festa organizzata dalla storica associazione viareggina di pubblica assistenza. Adesso, però, il rione ritorna, seppur in formato ridotto, per Carnevale – anzi, per “Carnevalentino”, altro copyright di Muzio Gianni: così è stata ribattezzata la serata di venerdì 14 febbraio, vigilia del terzo corso mascherato. E, soprattutto, giorno di San Valentino, la festa degli innamorati.
Tra Burlamacco e la Croce Verde si riaccende così l’amore. Non una di quelle fugaci liaison che nascono e muoiono in una notte di Carnevale, no: questo vuol essere un tentativo di ricostruire un legame duraturo nel tempo. «Abbiamo deciso di rimetterci in gioco – sono le parole di Carla Vivoli, presidente della Croce Verde – sarà una festa più sintetica rispetto a quelle che conoscevamo, ma dal prossimo anno vogliamo ritornare alla vecchia formula delle tre serate e ricostruire il Rione Croce Verde: di questo si dovrà occupare il nuovo consiglio direttivo che si insedierà dopo le elezioni per il rinnovo della cariche della Croce Verde, dialogando con la futura amministrazione comunale e la Fondazione Carnevale» chiosa Vivoli. Che poi aggiunge: «Non ci mettiamo in gioco per guadagnarci, del resto siamo un'associazione senza fini di lucro: vogliamo solo regalare una serata piacevole agli amanti della manifestazione e a tutta la città e rinverdire una delle tradizioni di Viareggio».
Proprio questa mattina in commissariato verranno presentati tutti i dettagli della festa con tanto di planimetrie e incartamenti: il “Carnevalentino” partirà alle 19 con una bella tavolata lungo la via Garibaldi, dalla sede della Croce Verde fino alle poste, dove una volta si trovavano le cucine. Che non verranno montate, ma saranno sostituite da questa cena sotto le stelle. “Porte aperte per chi porta - è il motto di Muzio Gianni - ognuno porterà qualcosa da casa per condividerlo con gli altri, rinfocolando così quella convivialità che è il sale del Carnevale e delle feste rionali».
Ci sarà comunque lo street food e, in ogni caso, i pubblici esercizi della zona rimarranno aperti anche la sera per l'occasione. E poi tanta animazione, con il coinvolgimento degli attori delle canzonette in vernacolo viareggino e qualche sorpresa in programma, e soprattutto musiche di Carnevale: il palco sarà allestito in piazza San Francesco, davanti alla Chiesa, come ai vecchi tempi. Alla consolle si alterneranno fino a mezzanotte i dj Diego Costabile, Emanuel Mancina, Andrea Paci e Salvatore “Tore” Romani: «Quando la Croce Verde chiama loro rispondono, ormai sono i dj della nostra festa da quando organizzammo quella serata in piazza Mazzini - sottolinea Gianni - chiamiamolo pure “risveglio di Carnevale”: certo, è una tipologia diversa dal rione che abbiamo organizzato fino al 2011 ma intanto ripartiamo, cautamente, da zero. Anzi, il consiglio direttivo si è impegnato per reperire qualche contributo per l'organizzazione della serata. Nelle prossime settimane saremo al lavoro con i nostri volontari, che naturalmente ringraziamo, per presentarci con una piazza illuminata e addobbata a dovere».
Alla presentazione del “Carnevalentino” c’era anche Stefano Nari della Fondazione Carnevale, ex presidente dell’Assorioni. Che ridendo e scherzando si lascia scappare una battuta: «A vederli mi verrebbe voglia di ritirare su il Rione Torre del Lago…». Perché no? In fondo c’è pure Canzonissima di Carnevale che sta cercando di ridare un élan vital alla sfida canora tra i quartieri, alla loro partecipazione, al loro spirito d'appartenenza. Carnevale e rioni, una passione che sembra rinfocolarsi. Perché, parlando di festa degli innamorati e scomodando un vecchio successo di Antonello Venditti, “certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. Amori indivisibili, indissolubili, inseparabili”. Proprio come quelli fra i carnevalari e le feste rionali. —
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