Sicurezza
Periferia nel degrado «Via buia e pericolosa»
Intervistati i residenti e i titolari delle attività commerciali «In un tratto i marciapiedi finiscono e ti ritrovi nella strada»
Qualsiasi residente del Varignano, fra via della Resistenza e via del Forcone, sa delle condizioni di scarsa visibilità del tratto di via in cui martedì sera è avvenuto l’incidente mortale. E ora chiede un intervento rapido. A perdere la vita è stata una signora, Fatima Karmas, di 70 anni di età. Tutti i cittadini intervistati da Il Tirreno non battono ciglio: causa della disgrazia è anche la strada troppo buia. Per molti la tragedia era annunciata. Ma altri si lamentano anche dell’assenza di dossi rallentatori, di un decoro che scarseggia e una disparità di trattamento rispetto al litorale.
«Sono diversi mesi che in via della Resistenza manca la luce proprio dove è avvenuta la tragedia – dice Giovanni Giannerini, pensionato residente della zona –. È evidente che c’è necessità di una manutenzione». Lo pensa anche Marco Belcoro che aggiunge che «non si vede proprio niente quando si è alla guida». Lui ha 51 anni ed è nato in questo quartiere e conosce ogni angolo. «Si spendono soldi per mettere tante luci di Natale sulla passeggiata, poi però ci si dimentica della periferia. Purtroppo la stranezza è che finora non fosse avvenuta nessuna tragedia. Attraversare la strada di sera, per un ragazzino o una persona anziana, è troppo pericoloso».
Sabrina Rosi, 47 anni e dipendente di un alimentari in via Forcone, e in precedenza titolare del panificio Rosi in via dei Marmi, lo sente ripetere tutti i giorni: «I clienti si lamentano quotidianamente – dice – del fatto che la strada non è illuminata». Un’altra attività che sa bene di quella situazione è l’edicola di Cristina Bertagna che parla di «una zona abbandonata e completamente al buio. Mentre se si prosegue lungo via della Resistenza, da dove è avvenuto l’incidente, ad un certo punto i pedoni non sono più contemplati. I marciapiedi finiscono e ti ritrovi nella strada. Arrivo a lavoro sempre dalla via di Montramito ed ho paura quando sono lì».
Per Annalisa Marcucci, residente nel quartiere Anna Frank, sempre al Varignano, «il problema ora va risolto una volta per tutte. Dove ferma l’autobus c’è da stare attentissimi con quell’oscurità». C’è poi Graziella Bertolucci che è una degli ottanta cittadini di Viareggio estratti per il percorso partecipativo con l’amministrazione. «Porterò questo tema all’attenzione del gruppo di lavoro», dichiara.
Duilio Lunardi è testimone del fatto che «da settembre 2019 sette lampioni non funzionano più, fino alla rotonda. Io trasporto con il mio furgone il pesce e la mattina presto fatico a vedere pedoni o ciclisti. Se uno si distrae è pericoloso. Non c’è sicurezza. Bene il turismo e la passeggiata, ma qui c’è un asilo e le scuole e almeno i dossi andrebbero installati e ci vorrebbe più decoro». È d’accordo con lui Cristian Marlia, titolare da 15 anni del bar pizzeria Gulliver. «Qui gli automobilisti passano molto veloci, ci vogliono i dossi. Ci sono due plessi scolastici. Non ci doveva scappare il morto: adesso devono prendere subito dei provvedimenti». –
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