Sicurezza
«Alla mamma di Ale dico che i condomini sono con lei»
VIAREGGIO. Dopo lo sfogo da parte di Serena Barsotti, la mamma del giovane Alessandro Cecchi, deceduto in seguito ad un incidente stradale all'età di 27 anni, Manlio Quattrocolo, uno dei residenti del condominio che si trova all'incrocio di via Pisano e via Volpi (dove è avvenuto l'incidente), sia personalmente che anche come pensiero degli altri abitanti del palazzo ci tiene a dire che non hanno mai detto di togliere i fiori. «A noi è stato chiesto dai vigili urbani - racconta Quattrocolo - se fosse possibile affiggere una targa sul muro del palazzo. E non abbiamo acconsentito. Non abbiamo però manifestato la nostra contrarietà su quanto è presente adesso nel luogo dell'incidente. Anche noi che abitiamo lì siamo rimasti sconvolti da questa tragedia. Non vorremmo che qualcuno potesse descriverci come gente insensibile ad un dolore così immenso, che ha colpito una famiglia con la perdita del proprio figlio».
Manlio torna indietro a quel maledetto 27 settembre 2018: «Erano circa le 13,27 ed ero in casa. Ho sentito una botta e credevo fosse caduto qualcosa da un cantiere vicino. Sono uscito e mi sono trovato di fronte il corpo a terra di Alessandro, con lo scooter ed il casco a diversi metri di distanza e l'auto coinvolta. Nel frattempo è arrivato anche Riccardo, un altro vicino. È scattato l'allarme alla Centrale operativa del 118, stava passando lungo la via Pisano anche un volontario della Misericordia che si è fermato. Una carabiniera di passaggio si è occupata di deviare il traffico in attesa dell'arrivo dell'ambulanza e poi dell'elicottero Pegaso che ha trasportato il ragazzo all'ospedale di Cisanello. Ricordo un particolare che mi è rimasto impresso: mentre ero lì è squillato il telefonino cellulare del ragazzo. Nella mia mente è limpido quel pomeriggio maledetto. Nessuno da quando è avvenuto l'incidente ci ha chiesto se avevamo visto qualcosa. Leggendo l'articolo del Tirreno mi sono sentito descritto, insieme con gli altri del palazzo, come persone diverse da quelle che siamo. Non so chi sia stata la signora, che ha detto quelle cose alla mamma del ragazzo. Vorrei dire alla signora Serena che comprendo il suo dolore, quello del marito e dei familiari. Quando annaffio le piante del giardino lo faccio anche per quelle dove sono la targa e la foto di Alessandro». —
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