Gioco
Sos dei revisori dei conti sui fondi pubblici al Carnevale
Nel bilancio 2020 previsti 1 milione e 300mila euro da Regione e Comune senza un «impegno vincolante» da parte degli enti che devono stanziarli
Un bilancio che si basa – almeno in parte – su un milione e 300mila euro di contributi pubblici per i quali, però, non esiste al momento alcun «impegno vincolante» da parte degli enti erogatori. E’ l’allarme lanciato dai revisori dei conti della Fondazione nella relazione di accompagnamento al bilancio preventivo dell’edizione 2020 del Carnevale. In buona sostanza i tre professionisti che hanno certificato i conti della Fondazione – Pietro Bresciani, Pietro Giomi e Luca Adelmo Lombardi – sottolineano come per far quadrare i bilanci della manifestazione siano stati inseriti nella casella delle entrate un milione di euro da parte della Regione Toscana e 300mila euro da parte del Comune di Viareggio che non sono al momento supportati da alcun atto che garantisce l’effettivo stanziamento di quelle somme. Col rischio – al momento solo ipotetico – che nel caso di un mancato finanziamento pubblico del Carnevale l’architrave su cui poggiano i conti di Burlamacco possa saltare.
Diciamolo subito per evitare eccessivi allarmismi: quella della mancata erogazione dei finanziamenti pubblici da parte di Regione e Comune è una spada di Damocle con la quale il Carnevale di Viareggio è costretto a convivere praticamente da sempre. Un po’ per la collocazione temporale della manifestazione nei primi mesi dell’anno, un po’ per la scarsa propensione degli enti pubblici alla puntualità nel deliberare prima e nel versare poi quanto promesso “a voce” (o comunque solo attraverso dichiarazioni “politiche”) lascia sempre nell’incertezza chi è costretto a stilare bilanci preventivi senza poter contare su numeri sicuri.
I revisori dei conti, per il loro ruolo, non possono però che sottolineare questa anomalia. E infatti lo fanno mettendolo nero su bianco.
Per quello che riguarda la cifra che dovrebbe arrivare dalla Regione Toscana, i tre professionisti scrivono che «il contributo istituzionale inserito per l’edizione 2020 risulta complessivamente pari a 1 milione e 20mila euro. Il collegio segnala che a tutt’oggi non sussiste nessun formale impegno vincolante» da parte dell’ente per questa somma.
Considerazioni analoghe riguardano poi i 300mila euro messi a bilancio dalla Fondazione fra le entrate previste dal Comune di Viareggio. «Il contributo ordinario previsto di provenienza dal Comune di Viareggio risulta essere complessivamente pari a 300mila euro. Al riguardo va evidenziato – scrivono i revisori – che alla data del presente documento tale contributo non risulta supportato da un impegno vincolante da parte dello stesso Comune per l’annualità 2020 essendo soltanto previsto nel bilancio pluriennale (2019-2021) dell’Ente un contributo pari a 400mila euro quale impegno da ripartire tra le due Fondazioni (Carnevale e Pucciniano, ndr) senza quindi specificare l’entità della quota destinata alla Fondazione Carnevale».
Rilievi che appaiono ancor più appropriati nell’anno in cui si voterà per il rinnovo sia della Regione Toscana che del Comune di Viareggio, con la possibilità dunque che un cambio degli interlocutori della Fondazione possa portare ad una modifica delle disponibilità da parte dei due enti nei confronti del Carnevale.
Dubbi - quelli sollevati dai revisori dei conti - che tuttavia non minano il giudizio sul bilancio di previsione 2020 (a cui «il collegio esprime parere positivo») condizionandolo però «alla effettiva erogazione delle somme previste quali contributi da enti».
Positivo è invece il giudizio dei revisori sulle previsioni di incasso dai corsi mascherati per le quali «è stato rispettato il principio della prudenza». In particolare «la previsione costituita dai ricavi da corsi mascherati è in linea con gli incassi sia dell’esercizio appena concluso, sia della media storica degli ultimi cinque anno scontando così - secondo il criterio statistico-probabilistico, la variabilità degli eventi atmosferici o le scarse presenze prevedibili a seguito anche del perdurare della difficile situazione economica generale». —
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