Il Tirreno

Versilia

L’accordo  

Nella villa confiscata alla mafia sorgerà l’archivio storico

Donatella Francesconi
Nella villa confiscata alla mafia sorgerà l’archivio storico

Via libera dell’agenzia nazionale al Comune di Forte dei Marmi: presentateci la domanda per avere l’autorizzazione a cambiare la destinazione dell’immobile 

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VIAREGGIO. Via libera della Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata al progetto per la creazione dell’archivio storico comunale nella villa confiscata da Gioacchino Matranga, esponente di Cosa Nostra a Milano, catturato da latitante nel 2010. La struttura mai completata, e che avrebbe dovuto essere immobile di grande prestigio, non è destinabile a quello scopo sociale per conseguire il quale il bene è stato assegnato dalla Agenzia al Comune di Forte. Perché per una porzione non rispetta le distanze dall’elettrodotto e, dunque, a norma di legge non può essere abitabile.

Ieri (13 gennaio), in Regione, nel corso dell’incontro voluto dall’assessore Vittorio Bugli - alla presenza del Prefetto Bruno Frattasi, direttore dell’Agenzia nazionale, del Prefetto di Firenze, Laura Lega ( coordinatrice di tutte le Prefetture toscane), Raffaele d’Isa per il Tribunale di Firenze, la presidente della Corte di appello di Firenze, Margherita Cassano, i sindacati e le associazioni che si occupano di antimafia, Anci Toscana e diversi sindaci ed amministratori dei territori interessati - si è “sciolto” il nodo della destinazione della villa di Forte. Il Comune dovrà presentare alla Agenzia gli atti necessari ad ottenere il via libera al cambio di destinazione, così da trasformare l’immobile nella sede dell’archivio storico dell’Ente e della città.

Tra i “nodi” che hanno necessità di altrettanto scioglimento c’è quello di Viareggio. Dove due immobili confiscati ed assegnati dalla Agenzia al Comune sono stati ristrutturati con parte dei fondi messi a disposizione dalla Regione con il primo bando in tal senso. L’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro, nel corso del 2019, ha anche avviato un processo partecipativo per arrivare alla decisione dell’assegnazione dei due appartamenti (uno in via Sant’Antonio e l’altro a Bicchio). Se non che la moglie dell’uomo condannato in primo grado dal Tribunale di Lucca e considerato appartenente alla criminalità organizzata, ha vinto ricorso in appello contro la confisca disposta. Ottenendo un decreto di immediata restituzione del bene.

Ieri è stato posto il quesito sul che fare, a sentenza sopravvenuta. La questione è in divenire, così la parola della Agenzia, perché bisogna attendere la pubblicazione delle motivazioni della sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Firenze per avere chiaro il da farsi.

Due le strade possibili per il bene da restituire: o indennizzare la controparte con il valore del bene al netto delle migliorie apportate dall’Ente pubblico, ed in questo caso l’appartamento resterebbe al Comune; oppure restituire il bene ma farsi restituire dalla controparte il valore delle opere eseguite. In entrambi i casi bisogna mettere in conto che chi ha avuto ragione in Tribunale possa far valere il proprio diritto “nudo e crudo”, rifiutando le proposte possibili da parte del Comune.

«Occorre valutare - è intervenuto l’assessore Bugli - se ci siano possibilità di utilizzo temporaneo dopo il sequestro iniziale individuando, con il coinvolgimento di Regione e Comuni, quelle attività che rendano ovviamente possibile il poter tornare indietro nel caso in cui l’iter successivo non possa giungere all’assegnazione definitiva». —


 

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