Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio
l’anteprima  

L’anatema di Vannucci: «Nell’epoca di Facebook a regnare è l’ignoranza»

Simone Pierotti

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Viareggio. Secondo l’indagine Ocse-Pisa condotta su più di 11mila studenti in Italia, un quindicenne su quattro presenta difficoltà con gli aspetti di base della lettura. Se guardiamo all’editoria, nel Belpaese aumenta la produzione di libri (78.875 due anni fa) ma diminuiscono i lettori (si possono definire tali 23,3 milioni di italiani). Inutile girarci attorno: l’ignoranza, in Italia, è un fenomeno concreto, tangibile, dilagante. E il Carnevale, che è un’espressione di cultura popolare, proprio non poteva rimanere indifferente davanti a dati così preoccupanti. Non è rimasto a guardare Roberto Vannucci, che per la prima categoria concorre con il carro "Beata ignoranza".

IL SOGGETTO

“Come sei ignorante!” è una delle battute più famose recitate da Claudio Morganti nelle canzonette della Burlamacco ’81. Ma il quadro è talmente desolante che c’è ben poco da scherzare. «Umberto Eco disse ‘Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni’. Aveva ragione, è una frase emblematica – osserva Vannucci – i libri, la cultura sono fondamentali: è lì che ti documenti per davvero. E invece oggi non si studia più, non si conoscono più la storia o la geografia». Mica è finita qui: «Quel che è peggio, è che in tanti, troppi non sanno nulla ma pretendono di sapere e di voler insegnare agli altri».

Tutti tuttologi col web, per dirla con Francesco Gabbani: «Ma sì, ormai ci si limita a leggere il titolo di un articolo o la locandina e si è convinti di conoscere quell'argomento. Secondo me è un problema ancor più ampio: oggi si vive di apparenza, non c’è più partecipazione alla vita, non c’è più condivisione. Soprattutto, è un mondo dominato dalla fragilità: la gente crede a tutto e non ha gli strumenti per distinguere una notizia vera da una bufala. Internet, per certi versi, è sicuramente un grande strumento di conoscenza ma al tempo stesso crea anche tanta disinformazione».

IL CARRO

Un enorme, sgarbato centauro che brandisce una scure e distrugge delle torri di libri impilati che lo circondano: praticamente, una vignetta. Una costruzione dall’immediata lettura grazie anche al ricorso ad una precisa simbologia. «Sul corpo del centauro appaiono la tastiera di un computer e i loghi delle trasmissioni televisive deleterie, come i vari reality show, e dei social più popolari» spiega Vannucci. Sulla lama della scure, ad esempio, appare l’occhio del Grande Fratello mentre la ‘f’ azzurra di Facebook campeggia sull’estremità di un bastone impugnato dal centauro. Ma perché proprio un centauro? «Nella mitologia sono creature che possiedono tutti i pregi e difetti dell’uomo», aggiunge Vannucci. Che vuole portare sui viali a mare un carro «degno della mia tradizione». Vale a dire imponente e ricco di movimenti – il centauro, tanto per dirne uno, s’impennerà minacciosamente.

Assai curata la coreografia, con le maschere a terra vestite da capre «che si muoveranno tutte all’unisono come un gregge» e quelli che Vannucci chiama ‘assaltatori della cultura’ che, invece, aiuteranno il centauro nel tentativo di distruggere i libri.

Quanto alla musica “ci saranno la marcia di Radetzky e alcune sinfonie di Mozart, ma arrangiate in modo divertente». Già. In fondo, siamo pur sempre a Carnevale… —

Simone Pierotti

(7 - continua)

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