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Galli punta sulla tradizione con il grande abbraccio di Re Carnevale

S.P.
Galli punta sulla tradizione con il grande abbraccio di Re Carnevale

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VIAREGGIO. Stai a vedere che la vera rivoluzione, al Carnevale, è uscirsene con un carro “tradizionale” – ammesso che esistano dei canoni secondo i quali definire o meno in questi termini una costruzione in cartapesta. Difficile trovare, almeno quest’anno, qualcosa di più aderente alla tradizione dell’ultima fatica di Fabrizio Galli: in “Abbracciami, è Carnevale” troviamo un gigantesco Re Carnevale che, ben appunto, abbraccia la folla. Una scelta decisamente controtendenza da non confondersi, però, con un “viaggio indietro nel tempo” e men che meno con una “forma di protesta” verso la strada della teatralità imboccata ormai da anni dalle costruzioni. Perché «quello che conta è il soggetto, la comunicazione – osserva Galli – lo scorso anno il mio carro su Trump ha totalizzato 15-20 milioni di visualizzazioni in ogni dove: poi dicono che la satira politica al Carnevale è morta...».

IL SOGGETTO

Questo carro che è un inno all’altruismo nasce da un aforisma di Luciano De Crescenzo, secondo cui “Siamo angeli con un’ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati” – a proposito: attraverso le frequenze di Radio Marte è arrivata alla famiglia del filosofo napoletano la notizia del carro di Galli. Nasce, soprattutto, da una riflessione: «Come si può contrastare questo momento in cui certi fascismi la fanno da padrone, in cui l’odio e l’aggressività sono al massimo? Con un messaggio di accoglienza e di apertura al prossimo, e non mi riferisco solo ai migranti». Galli ricorda che il 26 gennaio è la Giornata mondiale dell’abbraccio, celebrata in Paesi come Stati Uniti e Australia: «Il Carnevale è una manifestazione all’insegna dell’accoglienza, che dà il benvenuto con il sorriso: ecco, secondo me c’è bisogno di rasserenare gli animi, di venire a una festa e godere di un momento d’allegria, di un abbraccio». In sostanza: c’è bisogno di una giornata al Carnevale di Viareggio. Meglio se con una costruzione come questa che invita tutti a volerci più bene. Verso noi stessi, ma anche con gli altri.

IL CARRO

«Ho sentito spesso una richiesta proprio dei viareggini di rivedere un certo modo di realizzare i carri» ci dice Galli. Detto, fatto: sui viali a mare vedremo sfilare un Re Carnevale dal fascino vintage intento a stringersi attorno alla folla con le sue lunghe braccia. «Sono lunghe nove metri e scorreranno su dei carrelli – aggiunge Galli – in un certo senso sarà un “carro che spinge il carro”, una soluzione nuova nel mondo del Carnevale. E un Re Carnevale così non s’era mai visto». Alle spalle si erge una scultura che raffigura un abbraccio infinito. A completare la scenografia, infine, i due filamenti del Dna che, unendosi, danno vita a variopinti personaggi simbolo della conoscenza universale – il cosmo, la musica, l’amore, l’arte e la letteratura. «Sarà un richiamo a “I grandi in maschera” di mio zio Arnaldo, con la differenza che la trave non sarà dritta bensì semicurva e si allargherà fino a 17-18 metri». Come un gigantesco abbraccio, verrebbe da dire. Il carro giocherà molto sull’interazione con il pubblico – lo stesso Galli e la moglie Annalisa si maschereranno, esibendosi sulle grandi mani del Re Carnevale – e si avvarrà di due canzoni originali composte da Gianluca Domenici e Alessandro Pasquinucci che potranno anche esibirsi dal vivo. Più tradizionale e carnevalesco di così... —

S.P.

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di Redazione web