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Chicca: «Ecco perché mi ritiro dalle maschere isolate»

S.P.
 Chicca: «Ecco perché mi ritiro dalle maschere isolate»

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VIAREGGIO. Storie tutte diverse tra loro, ma con unico, comune denominatore - l’uscita di scena dal mondo del Carnevale. Sono le storie di Andrea Pucci, Alessandro Vanni, Gabriele Libero Balderi e, da quest’anno, di Daniele Chicca. Ragazzi che si erano cimentati nella realizzazione delle maschere isolate ma che, per i motivi più disparati, non proseguiranno questo percorso. E non erano i soli: dalle sedici opere in concorso nel 2016 si è passati alle sette che sfileranno a febbraio (più due fuori classifica). Un repulisti che qualche interrogativo lo pone – o, almeno, così dovrebbe - alla Fondazione Carnevale.

L’ultimo in ordine di tempo a ritirarsi è Daniele Chicca: avrebbe dovuto partecipare con “Il silenzio degli innocenti”. Ma, a meno di un mese dall’inizio dei corsi mascherati, si fa da parte: «Stavo lavorando a un’opera che non sentivo mia – racconta Chicca – ho sempre considerato la satira politica una componente fondamentale del nostro Carnevale, ma mi pare che non sia più così. Ho provato comunque a portare avanti questo progetto: non posso farci nulla, non era nelle mie corde».

In tanti gli hanno manifestato solidarietà, spingendolo a ritornare sui suoi passi. Nisba. «No, ormai per quest’anno va così» prosegue Chicca, che da tempo partecipa pure come cantante al Festival di Burlamacco. E chissà che nei prossimi mesi altri non seguano l’esempio suo e di tutti gli altri. Certo, ci sono stati casi di ripensamento – vedasi Rodolfo Mazzone, che due anni fa aveva annunciato il ritiro salvo ripresentarsi regolarmente, e Michele Cinquini, che ha sì lasciato le maschere isolate affiancando però il padre Umberto e lo zio Stefano nei carri grandi. Ma la fuga di giovani artisti rimane.

Oltretutto, quest'anno saranno due i promossi fra le mascherate di gruppo e chi retrocederà da questa categoria difficilmente presenterà poi una maschera isolata l'anno seguente.

Il bando attualmente in vigore prevede per l'edizione 2021 fino a un massimo di dieci opere in concorso, ma il rischio concreto è che se ne presenti la metà. Davvero è questo il futuro che attende il Carnevale? —

S.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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