Toscana
Cristiano Ronaldo, ovvero il Frankenstein del calcio Parola dei fratelli Cinquini
Capita, in quel meraviglioso mondo alla rovescia che è il Carnevale, che un carrista tifoso della Fiorentina come Umberto Cinquini – e, come lui, il primogenito Michele che lo affianca da tre anni – decida di realizzare un mascherone di Cristiano Ronaldo, il campione dell’odiata Juventus. Che invece è la squadra del cuore di Stefano, il fratello di Umberto. Un'intersezione di passioni calcistiche e ossimori che ha partorito quello che si preannuncia come il carro più virale di tutti - in termini di esposizione sui social media, of course. Ma non si cada nel tranello del “carro su Cristiano”. Lo suggerisce il titolo stesso: “Idol” è una satira sull’idolatria, sulla società moderna che genera continuamente idoli per tenere buone le folle.
IL SOGGETTO
Ma perché proprio il portoghese? «Ha un’esultanza meccanica e il movimento di un carro si basa proprio sulla meccanica – spiega Umberto – quindi mi sembrava adatto per farci un carro. Sembra banale, ma è così». I Cinquini erano a caccia di un Frankenstein moderno, una macchina creata come idolo da gettare in pasto alle masse. Cristiano, «che in sé non ha nulla di umano», aveva l’identikit perfetto: «Uno dei momenti in cui mi era venuto in mente il carro è stato durante un viaggio in Thailandia con mia moglie Silvia: abbiamo fatto scalo a Dubai, lì ti ritrovi circondato da gigantografie di Cristiano. Un mausoleo».
Buon per i Cinquini che è in ripresa, vedasi lo stacco imperioso contro la Sampdoria o la prima tripletta da quando è in Italia rifilata al Cagliari: «Menomale s’è svegliato, iniziavo un po’ a preoccuparmi, anche se a maggio vincerà la Champions League – questa scrivila, mi raccomando. E comunque, Andreotti docet, Cristiano dovrebbe essere solo contento di essere finito su un carro del Carnevale, altrimenti vorrebbe dire che non conta nulla. Negli anni Novanta feci una statua in cartapesta di Batistuta, il quale tuttavia non mi ha mai degnato di un 'grazie': magari con Cristiano finisce diversamente...».
IL CARRO
«Tentare di catturare nell’argilla o nel bronzo l’essenza di Cristiano, fatta di armonia e potenza, carisma e debolezza, ti pone di fronte a un bivio inatteso» scrive il giornalista Fabrizio Gabrielli nella sua biografia di Ronaldo. Ebbene, i tre Cinquini hanno scelto la strada più azzardata – un carro interamente bicromatico, dominato da tonalità che richiamano l’argento e il rame. Il retro è occupato dagli ingranaggi della gigantesca “fabbrica degli dei”, il laboratorio da cui uscirà il Cristiano-Frankenstein, sovrastata da un’insegna con il titolo della costruzione a caratteri cubitali.
Le maschere indosseranno costumi rossi, «perché è un colore passionale, demoniaco: si divertiranno a scimmiottare i tifosi più esagitati». La colonna sonora include circa 25 brani di successo le cui note sono poi diventate cori da stadio, come "Hey Jude" e "Freed from desire". Ma le attenzioni degli spettatori saranno tutte concentrate sulla mastodontica riproduzione di Cristiano, un androide argentato che arriverà a un’altezza massima di 18 metri. Un colosso che non per questo rimarrà statico. Anzi: «Si muoverà tutto, mostrerà i muscoli e, naturalmente, farà la sua iconica esultanza».
Chissà se, con l’ausilio di qualche effetto sonoro, griderà pure “Siuuuuu”… —
(4 - continua)
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