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Versilia

DOPO L'INCHIESTA

Bretella Lucca-Viareggio, Massarosa in pressing su Salt: «Controlleremo anche noi»

Tiziano Baldi Galleni
Bretella Lucca-Viareggio, Massarosa in pressing su Salt: «Controlleremo anche noi»

Il sindaco Coluccini chiederà dettagli sui lavori fatti e in corso sulle campate dei viadotti: «Le amministrazioni di Massarosa hanno sempre fatto da pungolo alla società»

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MASSAROSA. «Finora, dopo la notizia dell’inchiesta della procura, non siamo riusciti a prendere contatti con Salt. Ma chiederemo un crono-programma aggiornato dei lavori e faremo le nostre verifiche». Anche il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini, come ieri il senatore dei 5 Stelle Gianluca Ferrara, non è rimasto sorpreso sui motivi per cui è sotto accusa la società che gestisce la Bretella. «Conoscevamo gli esposti – dice – che hanno scaturito le indagini, ma adesso monitoreremo a tutela del nostro territorio». E in particolare per quei residenti di Piano del Quercione che hanno visto piovere pezzi di cemento nei propri terreni.

Infatti il problema – va ricordato – riguarda la manutenzione dei pilasti, dai quali si sono distaccati pezzi di cemento, non invece la loro tenuta strutturale. Ovvero, la Bretella non rischia il crollo.

La procura ha messo sotto indagine due tecnici di Salt e due amministratori per omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina.

«Adesso c’è di mezzo la magistratura – prosegue Coluccini – quindi abbiamo il massimo della garanzia. Nonostante ciò l’amministrazione comunale di Massarosa ha sempre fatto da pungolo, prima ed ora, sugli aspetti relativi al tratto di autostrada che attraversa il nostro territorio: non ci attiviamo ora alla luce delle indagini, che ribadisco partono da segnalazioni precedenti su fatti che conoscevamo».

I lavori - hanno precisato da Salt, raggiunta da Il Tirreno – al viadotto Montramito, che è quello sotto il riflettori della procura, «sono iniziati già nel 2015 e poi proseguiti su una base di un programma di interventi sulle parti più esposte di 87 piloni e finiti ad agosto 2019». Ma adesso ogni perplessità è lecita e anche il sindaco Coluccini sottolinea che «se i lavori sono quelli adeguati e necessari ce lo sapranno dire i professionisti competenti incaricati di fare una perizia dal giudice, non spetterà a noi. La nostra competenza sarà quella di monitorare».

Dopo che gli imputati sono finiti di fronte al giudice monocratico Michela Boi, che ha rifiutato il rito alternativo al giudizio penale – chiesto dagli avvocati della difesa – che permette l’estinzione del reato mediante il pagamento di una somma di denaro, si tornerà in giudizio in aula a giugno.

Boi ha incaricato un perito che per conto del tribunale dovrà stabilire se i lavori fatti hanno risolto il problemi di caduta dei calcestruzzi. L’inchiesta della procura era stata avviata nel 2017, e la Società autostrade ligure toscana ha consegnato al perito la documentazione tecnica.

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