Il Tirreno

Versilia

Campo all’orzo 

Da rudere a rifugio per turisti La nuova vita della Baita Verde

T.B.G.

L'Associazione Campallorzo  ha ristrutturato il rifugio che  si trova in collina a Camaiore  a due ore di cammino da Casoli vicino alla Baita Paoli-Barsi

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Camaiore. Appena 10 anni fa era un rudere senza futuro. Oggi la Baita Verde è stata ristruttura dai volontari dall’Associazione Campallorzo, è diventata una sorta di rifugio estivo, e viene anche concessa in affitto. L’ultimo lavoro fatto, concluso di recente, e che ha reso a tutti gli effetti la baita fruibile, sono i servizi igienici (50 mila euro fra contributi privati, pubblici, e donazioni raccolte).

Dietro questa azione di volontariato c’è una squadra di uomini virtuosi. Ecco chi sono, fra i fondatori e gli ultimi arrivati: Gualberto Mallegni, Carlo Ceragioli, Pierluigi Benedetti, Vittorio Ceragioli, Roberto Gemignani, Roberto Pardini, Graziano Germanino, Giovanni Chicchi, Carlo Rosi, Michele Vizzoni e Marco Pardini.

Ora la Baita è un ambiente accogliente con 15 posti letto a disposizione degli escursionisti. Il comune l’ha concessa in comodato d’uso all’Associazione fino al 2023. «Due anni fa – spiega Leonardo Pardini, neo presidente – la Baita era finita dal punto di vista strutturale, ma ancora oggi ci sono lavori da fare, come il restauro di una parte del tetto, un muro esterno, e una serie di dettagli per migliorare l’abitabilità. La struttura ora è a disposizione delle persone che passano e si fermano, o durante le feste canoniche». Sono quattro le iniziative, una al mese da giugno a settembre, che si svolgono a Campo all’Orzo: Orzotto, Sant’Antonio Abate, Maccheroncino, e la festa di fine estate.

«Era veramente un rudere – prosegue Pardini – quando io ancora non ero nell’Associazione. Oggi è stata sistemata anche la parte circostante con dei terrazzamenti ed è stato creato uno spazio davanti alla struttura. È una sorta di rifugio che noi possiamo utilizzare in quanto soci, affittare nei week end, mentre il periodo non estivo lo sfruttiamo per fare i lavori alla baita e a tutto l’ambiente intorno». È un piccolo angolo di paradiso a 980 metri di altezza dove si trova anche la chiesina abbandonata di Campo all’Orzo. —

T.B.G.

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