La protesta
Aria inquinata dal boom di polveri sottili a Viareggio
Sforato il limite otto volte in due settimane, il Comune vieta di bruciare sterpaglie e minaccia multe. Arpat: colpa dei riscaldamenti al massimo e dei caminetti
VIAREGGIO. L’aria che respiriamo in questi giorni in città è molto più inquinata del solito. Colpa del boom di polveri sottili, o particolato atmosferico che dir si voglia: il limite massimo consentito, infatti, è stato superato per otto volte nel giro di due settimane. Tanto che il Comune ha dovuto emettere un’ordinanza per far tornare prima possibile la situazione alla normalità.
Gli sforamenti
Smog in abbondanza nel periodo delle feste natalizie. Gli sforamenti sono iniziati il 23 dicembre, quando il valore di Pm10 (polveri sottili) registrato dalla centralina Arpat al Marco Polo è stato di 58 microgrammi per metro cubo d’aria. Quindi superiore al limite di 50 microgrammi per metro cubo. I valori sono rientrati nella norma per una settimana; ma dal 1º gennaio in poi ci sono stati sei sforamenti di fila. Il valore più alto registrato è stato proprio nel giorno di Capodanno, con 94 microgrammi per metro cubo d’aria: praticamente il doppio oltre il consentito. Una marea di cerchietti rossi che ha reso necessario un provvedimento da parte del Comune, sulla base dell’Indice di criticità per la qualità dell’aria: quest’ultimo è uno strumento di prevenzione e difesa dall’inquinamento atmosferico.
I divieti
Il Comune di Viareggio ha emesso un’ordinanza, con il divieto di bruciare sterpaglie fino all’11 gennaio. Pena una multa da 25 a 50 euro. Nell’ordinanza, ha fatto sapere il Comune, si invita a seguire comportamenti virtuosi per ridurre le emissioni di materiale particolato Pm10. Ed in particolare «contenere i consumi energetici, evitando inutili sprechi, nella gestione degli impianti di riscaldamento, attraverso una corretta regolazione degli orari di accensione, il controllo della temperatura massima, la corretta gestione degli accessi ai locali pubblici e esercizi commerciali». Si chiede, inoltre, di limitare l’utilizzo di legna in caminetti aperti o stufe tradizionali, a meno che questa non sia l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione. E di utilizzare il più possibile i mezzi pubblici o mezzi di trasporto non inquinanti.
Le cause
Secondo Arpat sono proprio i riscaldamenti, caldaie e caminetti, ad aver causato l’incremento esponenziale di polveri sottili in questi giorni. «Viareggio e la Versilia – spiegano dall’Agenzia regionale per l’ambiente – non hanno le stesse problematiche di territori come la Piana lucchese o la Piana fiorentina. Il traffico di veicoli ha un impatto minore rispetto ad altre zone. L’incremento di polveri sottili è dovuto soprattutto alle maggiori combustioni dei riscaldamenti domestici in questi giorni di festività. In particolare sono quelli a legna e a pellet a causare un incremento di Pm10 così rilevante». Arpat cita anche un recente rapporto, da cui si ricava che la provincia di Lucca e la Versilia sono il territorio toscano in cui stufe e caminetti sono in maggior numero. «Invitiamo i cittadini, per quanto possibile – conclude Arpat – a non tenere i termosifoni al massimo nelle proprie case e a moderare l’uso di caminetti e stufe». Maurizio Marchetti, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, chiede di più: «C’è aria cattiva in Versilia, ma non da ora – dice – Già il rapporto 2019 di Legambiente sull’inquinamento atmosferico registrava per la provincia di Lucca 61 giorni di sforamento rispetto ai parametri. E se le polveri sottili rendono i cieli opachi anche sulla costa, la responsabilità non è solo del meteo, ma anche e soprattutto di politiche regionali sulla qualità dell’aria insufficienti, tardive quanto a pianificazione e con eredità di incentivazioni che poi si sono rivelate mal mirate, come quelle sull’utilizzo del pellet per il riscaldamento domestico. A ciò si aggiunge l’effetto avverso della mancanza di infrastrutture».
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