Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio
l'anteprima dei carri

Carlo Lombardi porta la corrida in piazza Mazzini: «Una vergogna inutile»

Simone Pierotti
Il bozzetto del carro di Carlo Lombardi
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Il bozzetto del carro di Carlo Lombardi

Carnevale di Viareggio: così sarà la costruzione dedicata alla discussa tradizione spagnola

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Viareggio. «Carlo, di’ la verità: hai letto nuovamente Hemingway...». Carlo, che di cognome fa Lombardi e di professione il costruttore di carri di prima categoria, sorride. Mica tanto strampalata, come osservazione: lo scorso anno s’era cimentato nella realizzazione di “Per chi suona la campana”, pochi mesi dopo lo vediamo a sensibilizzare gli spettatori dei corsi mascherati sulle corride, argomento principale di “Morte nel pomeriggio” di, ben appunto, Hemingway. Ma giura che lo scrittore americano stavolta non ha nulla a che vedere con Olé, sua ultima creazione: «Da tempo era un mio vecchio pallino – confessa Lombardi – e l’ho voluto riprendere, dato che mi sta a cuore e m’interessa, in forma di satira». A stimolarlo sono stati i figli: «Mi hanno detto ‘Perché non tiri fuori un carro sulle corride?’ e da lì è nato lo spunto…»

IL SOGGETTO

In Spagna la “tauromaquia” sta conoscendo una fase di declino: nell’ultimo decennio le corride sono calate da 810 a 369 l’anno, sia per la pressione degli animalisti che per il disinteresse verso quest'antichissima tradizione. Eppure continuano a svolgersi in tutto il Paese, con l’eccezione delle isole Canarie che le hanno proibite nel 1991 – quasi vent’anni dopo s’era adeguata pure la Catalogna, salvo vedersi annullare il divieto dalla Corte costituzionale spagnola. Altro che “patrimonio culturale”: per Lombardi rappresenta “una vergogna", "un massacro” paragonabili ai combattimenti fra gladiatori nell’antica Roma: un inutile spargimento di sangue esclusivamente con finalità di spettacolo. «Per quanto in chiave carnevalesca, questa vuole essere una grossa denuncia – prosegue Lombardi – com’è possibile che la corrida continui addirittura a ricevere dei fondi dall'Unione Europea? Qui è peggio del circo o del Palio di Siena, s’inneggia al torero, ma non è una sfida ad armi pari. E i tori vengono sottoposti alle peggio torture. Cosa ci può essere di 'folkloristico' in tutto ciò?».

IL CARRO

E siccome le radici del Carnevale affondano nel rovesciamento dei ruoli, ecco che il toro si ribella e tenta di ‘matare’ il suo diretto antagonista brandendo una muleta, il tipico drappo di flanella scarlatta. «Non sarà il solito toro già visto, tutto trucido di sangue – assicura Lombardi – così come sarà un carro senza le classiche posizioni ortogonali». Vale a dire: la struttura ad anfiteatro della plaza de toros che fa da scenografia alla costruzione “è spostata a sinistra, lasciando aperta la parte che scorrerà sotto le tribune di piazza Mazzini in modo che lo spettatore abbia una visione più ampia”. Il torero, raffigurato in posizione sdraiata, scorrerà avanti e indietro lungo un binario, mentre il toro occuperà un angolo centrale del carro. Una costruzione, insomma, asimmetrica. E quella che secondo Hemingway costituiva “una tragedia” qua diventa una baldoria, con i figuranti travestiti da tori e toreri che nel corteggio a terra o sui palchetti della plaza de toros fanno il tifo per la vittoria dell’animale: «Vogliamo sdrammatizzare l’atrocità delle corride e renderla alla portata di tutti sensibilizzando il pubblico: sarà un carro festaiolo, con musiche adeguate alla situazione, molte delle quali spagnoleggianti come i più grandi successi dei Gypsy Kings».

E allora, che "Fiesta" - tanto per citare un'altra opera di Hemingway - sia... —

Simone Pierotti

(2 - continua)

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