Sicurezza
Stabilimenti balneari contro il Comune per i cancelli chiusi
Sei bagni multati ricorrono in tribunale per gli accessi a mare Il sindaco Alessandro Del Dotto si è costituito in giudizio
Camaiore. Avevano ricevuto una multa di circa mille euro ciascuno per aver chiuso a chiave il cancello dei rispettivi stabilimenti balneari contravvenendo alle prescrizioni comunali. Illeciti che erano stati accertati nel 2015 dall’Agenzia delle dogane. E oggi, i sei stabilimenti balneari sanzionati hanno deciso di impugnare le ingiunzioni di pagamento inviate dal comune di Camaiore a fine 2019 davanti al giudice di pace del tribunale di Lucca.
I sei bagni oggetto del contenzioso – come si legge nella delibera di giunta con cui il primo cittadino Alessandro Del Dotto come sindaco pro tempore si è costituito in giudizio – sono il Bagno Liù Snc, Eureka Sas, Bagno Brunella Snc, Solmar Sas, La Rosa Sas e Belmare Sas. Quando l’ufficio del demanio comunale rilasciò alle attività l’autorizzazione a installare un cancello all’ingresso dell’impianto, aveva espressamente imposto che «il cancello che sarà installato dovrà essere privo di serratura con chiusura a scatto». Insomma, la struttura deve rimanere aperta, anche la notte e d’inverno, per permettere l’accesso alla spiaggia e al mare.
Però i balneari, secondo l’Agenzia, non hanno rispettato l’indicazione imposta. È stato così elevato un verbale ad ognuno di loro dalla polizia municipale di Camaiore. L’Agenzia delle dogane è una delle agenzie fiscali che svolgono le attività tecnico-operative un tempo di competenza del Ministero delle finanze. Tuttavia, oggi toccherà al comune di Camaiore farsi carico di sostenere il ricorso per la parte pubblica dato che le ingiunzione di pagamento sono state inviate da loro.
A spiegarlo è stata l’amministrazione Del Dotto. «Si tratta di controlli ordinari dell’Agenzia delle dogane che ci invia i verbali da fare. La costituzione in giudizio – proseguono dal comune – per noi è un atto dovuto perché le dogane non hanno fatto autotutela sui loro accertamenti. Quindi, emesso un provvedimento non possiamo che difenderci fino all’ultimo grado di giudizio». Come si legge sempre nella delibera di giunta, è stato anche incaricato a «difesa in giudizio degli interessi dell’amministrazione comunale l’avvocatessa Monnalisa Terziani». Ovvero la dipendente al servizio dell’ente per l’Avvocatura e servizi legali.
Il ricorso presentato dai sei bagni è stato fatto nel dicembre 2019 e la prima udienza si terrà a breve, il 21 gennaio. Facendo appello al giudice i ricorrenti chiedono – previa sospensiva dell’efficacia dell’atto – l’annullamento delle ordinanze con le quali vengono irrogate le sanzioni «alle predette società per aver chiuso il cancello dei rispettivi stabilimenti balneari».
Gli imprenditori hanno dovuto rivolgersi al tribunale civile e non al Tribunale amministrativo regionale «perché – come hanno spiegato dal municipio – si tratta di una sanzione amministrativa ex legge 689 dell’81 e la competenza è perciò del giudice di pace». —
Tiziano Baldi Galleni
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