Gioco
Domani la protesta contro la chiusura del Presidio ausili
VIAREGGIO. Disabili e quindi «invisibili»: così scrive il comitato “Disabili in movimento” a direttore generale dell’Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest, al direttore dei Servizi sociali, ed ai sindaci della Versilia, chiedendo «di non procedere alla chiusura dell’Ufficio ausili e di mantenere anche il magazzino situato al piano sotterraneo dell’Ospedale Versilia».
Domani, dalle 12 alle 13, davanti all’ingresso dell’ospedale si terrà un presidio organizzato dal Comitato per sostenere la richiesta di tornare ad avere all’Ospedale Versilia l’ufficio per chiunque abbia già una protesi o ne abbia nuova necessità. «Noi disabili siamo consapevoli», si legge nelle lettera, «al di là delle parole, al di là delle leggi, e delle false promesse di essere nella realtà di ogni giorno degli invisibili per cui chi dirige può decidere di chiudere un punto di riferimento importante per noi, senza riflettere sui disagi che ci arrecherà tale decisione alla già difficile e complicata vita di ogni giorno».
Il Comitato “Disabili in movimento” chiede, inoltre, «la riapertura di un Ufficio Protocollo, la cui chiusura ci ha complicato la vita burocratica, allungano i tempi della concessione di alcuni benefici (farmaci, parrucche, rimborso e altro). E questo non è corretto né giusto».
L’appuntamento è, dunque, domani - dalle 12 alle 13 - davanti all’ingresso dell’Ospedale Versilia, per il presidio «contro la chiusura del Centro Ausili, punto di riferimento di tanti disabili ed anziani».
La richiesta è quella di aprire un confronto a tutto campo con l’Azienda sanitaria: «Vogliamo risposte e vedere dal vivo i responsabili, vogliamo sapere e capire con l'aggregazione di altre realtà associative e non (che come noi si mettono a disposizione del prossimo e per i più deboli), denunciare una “violenza di genere" che ci viene continuamente e gratuitamente inflitta senza poter aver parola alcuna, così schiacciando i nostri diritti di cittadini, ma soprattutto calpestando i giusti diritti che in nostri padri hanno saputo far presente ed ottenuto per noi figli disabili». —
Donatella Francesconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google