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Controlli più severi sul marmo: multato lo scultore Bertoux

Tiziano Baldi Galleni
Controlli più severi sul marmo: multato lo scultore Bertoux

Sanzione da 11mila euro per mancate dichiarazioni su polveri e scarti L’artista: «Non è un problema ambientale, ma ci trattano come criminali»

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. Non aveva il registro di carico e scarico dei rifiuti, mancava la dichiarazione dell’emissione polvere, e c’erano tre sacchi di rifiuti sul piazzale privato. Sono i tre motivi per cui lo scultore francese Nicolas Bertoux e sua moglie Cynthia Sah sono stati multati per 11 mila euro dalla Capitaneria di porto. Anche loro, seppure non siano un’azienda di marmo, sono finiti nella serie di controlli fatti a fine 2019. Controlli che hanno portato a sanzioni per una trentina di aziende, e che sono state fortemente criticate dalla Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) e dai comuni di Seravezza e Pietrasanta.

Oggi si scopre che, nell’operazione fatta partire dalla Regione per garantire il rispetto delle norme in cava e nei laboratori è finito anche uno scultore che il marmo lo lavora per realizzare affascinanti opere d’arte. Le creazioni monumentali di Bertoux e Sah si trovano ad esempio al parlamento europeo di Strasburgo o si possono ammirare a Taiwan (paese dove perlopiù esportano le loro sculture) all'Istituto dei trasporti di Taipei, nel Museo delle belle arti di Kaohsiung o al Centro culturale di Hsin Chu.

Bertoux e sua moglie sono due artisti affermati che 20 anni fa hanno recuperato una vecchia ditta di marmo, accanto a Palazzo Mediceo (da sei anni Patrimonio Unesco) e l’hanno trasformato in un laboratorio artistico gioiello di Seravezza, con uno spazio espositivo curato dalla loro Fondazione Arkad.

«Questo è il paese di Michelangelo e Leonardo, che vanta un patrimonio artistico senza uguali – ha detto Bertoux a Il Tirreno – però non esiste uno statuto per gli artisti, così come esiste per gli artigiani o gli industriali, categorie a cui invece dobbiamo iscriverci. In più di 20 anni che lavoro in questo studio, mai nessuno tra i miei professionisti ci aveva spiegato che era necessario un registro dei rifiuti. Un registro costa 20 euro, perché non avrei dovuto tenerlo? Solo per quest’aspetto la multa è di 2000 mila euro: è un’assurdità. Si tratta di un problema amministrativo burocratico e non di natura ambientale. Abbiamo restaurato questo laboratorio – prosegue l’artista francese – e mai chiesto un centesimo a nessuno, investendo sul patrimonio locale, e ci trattano come dei criminali, perché le sanzioni sono nell’ordine del penale». Il loro avvocato gli ha consigliato di pagare i verbali senza fare ricorso per non rischiare di perdere la misura ridotta: 2.066 euro per la mancanza del registro, 6.500 per la presenza dei sacchi e 2.500 euro per l’assenza dell’emissione di polvere. La Cna di Lucca aveva chiesto un periodo di moratoria nei controlli, indispensabili per una fase di confronto – in corso – con la Regione. —



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