Gioco
Pucciniano, nuovi fondi dalla Regione solo dopo una attenta verifica
In consiglio regionale passa all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Fattori e Sarti, esponenti della Sinistra
La Regione Toscana dovrà effettuare un’attenta verifica dell’attività della Fondazione Festival Pucciniano, sia dal punto di vista gestionale sia dal punto di vista dell’organizzazione interna, prima di destinare alla Fondazione nuove risorse. Lo prevede l’ordine del giorno presentato da “Sì-Toscana a Sinistra”, collegato all’aggiornamento del Documento economico finanziario ed approvato dal consiglio regionale all’unanimità.
Nei mesi scorsi i consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti avevano presentato una interrogazione dettagliata sulle vicende del Pucciniano, oggi presieduto dalla ex Prefetto, Maria Laura Simonetti, scelta dal sindaco Del Ghingaro ed affiancata dalla vice Maria Lina Marcucci. I due consiglieri commentano: «La Fondazione è sotto la vigilanza della Regione e beneficia di ingenti contributi pubblici regionali e statali. La Regione (che paga il mutuo per il teatro di Torre del Lago, ndr) deve accertare la situazione con la massima urgenza e destinare nuovi fondi solo dopo che sia stata fatta completa chiarezza».
Tra le questioni messe in evidenza dai due consiglieri ci sono: «L’attività privata di direttore d’orchestra» svolta da Alberto Veronesi, «in eventi organizzati o co-organizzati dalla Fondazione della quale era presidente»; la qualifica di dirigente dal 2015 assegnata a Franco Moretti, direttore della Fondazione, «senza alcuna procedura di evidenza pubblica e senza l’idoneo titolo di laurea. Né ad oggi risulta aperta dalla Fondazione alcuna procedura di evidenza pubblica». Mentre l’incarico è stato rinnovato «dal consiglio di amministrazione per altri 3 anni». Ed infine, ricordano i consiglieri, l’incarico di ufficio stampa, «rinnovato nel 2018 (al bando arrivò una sola offerta, ndr) ed affidato in violazione delle prescrizioni di legge».
Fattori e Sarti ricordano anche «il capitolo biglietti omaggio. Nelle stagioni 2015-2018 ne risulterebbero elargiti oltre 15.000, parte rilevante dei quali non risulterebbe nel bilancio di esercizio in quanto “ceduti” al prezzo di un euro». La Fondazione, interpellata dal Tirreno, ha deciso di non commentare. —
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