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La Fiom alla Regione: «Nautica, confronto rimasto lettera morta»

D.F.

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VIAREGGIO. «Da mesi non abbiamo più notizie dalla Regione Toscana riguardo il confronto che doveva portare a definire un Protocollo per il sostegno alle attività di sviluppo della nautica», ricorda ad inizio 2020 il segretario generale della Fiom Toscana, Massimo Braccini (nella foto). Il quale aggiunge: «Continuiamo a ritenere importante che si provi a dare un indirizzo ad un settore così complesso. In assenza di soluzioni riguardo il modello di sviluppo, il sistema degli appalti, la contrattazione di filiera, sul come si possono creare nuove professionalità ed uno specifico protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il settore rischia un arretramento complessivo. E non esistono né sviluppo né modernità se le condizioni dei lavoratori arretrano».

La nautica - così la Fiom - «deve risentire di una crescita di qualità nel lavoro e dei lavoratori: va redistribuitala ricchezza anche a chi lavora se vogliamo provare a creare le condizioni per un futuro economicamente e socialmente sostenibile del settore».

Nell’anno - ricorda Braccini - il sindacato conta sul fatto «che arrivi anche la pronuncia del Consiglio di Stato riguardo il frazionamento dell’area Polo Nautico di Viareggio. Si è letteralmente tradito lo spirito per cui era nata una società consortile con concessione unica».

Braccini torna su un tema, quello del rilascio delle concessioni, che non potrà non essere questione centrale per la prossima campagna elettorale amministrativa in una città che sconta una crisi profonda nel mondo dell’economia e del lavoro: Le concessioni andrebbero riviste e tolte a chi non ne fa un utilizzo produttivamente idoneo. Così come ci vorrebbe il coraggio di analizzare dettagliatamente l’utilizzo delle aree demaniali pubbliche in mano ai cantieri nautici da Carrara a Piombino. I passaggi di concessione devono essere pubblicizzati, rilasciate per un tempo limitato e debbono risentire di specifiche gare pubbliche. Le concessioni vanno subordinate a criteri di sostenibilità sociale: altrimenti il lavoro e la sua svalorizzazione diventano l’elemento di competizione».

Braccini torna a ripeterlo ad inizio del nuovo anno: «Ci sono compagini industriali interessate a venire ad investire in Toscana. Bisogna che le condizioni di lavoro, le retribuzioni dei lavoratori e la sicurezza nei luoghi di lavoro siano il perno su cui si valuta il rilascio delle concessioni o la sua revoca. Dalla Regione attendiamo una svolta». —

D.F.

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